La pietra del mese di giugno: la perla

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Non poteva mancare un post per farvi conoscere la pietra del mese!

La pietra per i nati nel mese di giugno è: la perla.

La storia

Le perle sono una delle prime pietre preziose ritrovate dai popoli primitivi, soprattutto lungo le coste dell’India.

Le antiche leggende raccontano che le perle si formano quando le ostriche si aprono, salgono in superficie e i primi raggi del sole del mattino e le gocce di rugiada le seminano al loro interno.

La storia narra anche che Cleopatra fosse solita sciogliere una perla nel vino o nell’aceto, e poi bere il composto, per aumentare la sua bellezza.

L’imperatore romano Vitellio finanziò un’intera campagna militare vendendo gli orecchini di perle della madre (si spera con il suo consenso).

In Giappone, i cacciatori di perle tradizionali Ama si immergono per 10 metri senza equipaggiamento da oltre 2000 anni alla ricerca di queste preziose gemme!

 

Gli effetti

Alcuni guaritori utilizzano le perle per equilibrare i ritmi del corpo e i livelli degli ormoni con i cicli lunari, per ricreare l’armonia con il mondo naturale.

La luminosità delle perle è ritenuta capace di aumentare la saggezza e di nutrire l’amore (in Oriente).

Le perle sono anche ritenute simbolo di innocenza e fede. Aiutano l’integrità morale, fanno venire a galla la verità, aumentano l’onestà e inibiscono i comportamenti arroganti.

Le perle vengono usate in medicina e nei trattamenti estetici come fonte di calcio e illuminanti naturali.

Si pensa diminuiscano il gonfiore, aumentino la fertilità e facilitino il parto.

 

 

Le perle vengono di solito donate in occasione del 3° anniversario di nozze.

Le varianti e gli abbinamenti

Le perle sono una delle poche pietre preziose naturali o organiche (le altre sono il corallo, l’ambra, la madreperla).

Vengono prodotte dalle ostriche da perla se in acqua salata e dai molluschi d’acqua dolce, a partire da un piccolo granello irritante all’interno della conchiglia che viene ricoperto per ridurre l’irritazione dall’animale con strati concentrici di madreperla (composta principalmente dal minerale aragonite), che creano la sottile iridescenza e l’illusione ottica della profondità nelle perle (detta perlescenza).

Le perle naturali sono molto rare e preziose, per questo al giorno d’oggi vengono coltivate: una piccola sfera di conchiglia viene inserita nei molluschi per avviarne la formazione.

Le perle d’acqua salata vengono solitamente generate una alla volta, mentre quelle d’acqua dolce possono arrivare anche a una ventina; per questa ragione le perle d’acqua dolce sono molto meno care.

Le perle possono avere forma sferica, oblunga o irregolare (perle barocche).

Per produrre una perla ci vogliono mediamente dai 3 ai 7 anni.

Il colore delle perle varia e dipende dal tipo di mollusco utilizzato (le ostriche e i molluschi che producono le perle non sono quelli edibili).

Le zone di produzione naturale e coltivata delle perle sono: Giappone, Cina, Mari del Sud, Australia, Austria, Francia, Scozia, Irlanda e lungo il fiume Mississipi negli Stati Uniti.

Le perle sono delicate e morbide, vanno perciò trattate con molta attenzione.

Non vanno mai pulite ad ultrasuoni o a vapore, ma soltanto strofinate con una panno morbido dopo ogni utilizzo oppure, in caso di necessità, con acqua e sapone neutro.

Se sono montante su un filo a nodi, bisogna assicurarsi che il filo sia totalmente asciutto prima di indossarle.

Ricorda sempre che il grasso della pelle umana è una delle cose migliori per una perla, perché la mantiene lucida.

E’ molto importante non farle venire mai a contatto con profumi, lozioni o creme, perché verrebbero assorbite dalle perle e potrebbero diventare opache (in particolare presta attenzione agli olii e agli estratti di limone all’interno dei prodotti).

Anche il sudore può alterarne la colorazione: togli sempre qualunque perla prima di fare sport (e in generale togli tutti i gioielli!).

Le perle possono essere montate in tantissimi modi diversi: dal classico filo di perle con l’annodatura alle lunghe e colorate collane multigiro ispirate agli anni ’20.

Le perle rosa stanno bene a contrasto con l’onice nera, oppure, per un effetto più delicato, mescolate alla corniola per ottenere dei toni caldi.

Le perle bianche o color crema si illuminano ancora di più se accostate a pietre dai colori pastello come l‘ametista lavanda, l’acquamarina o la pietra della luna pesca, ma anche accanto all’oro giallo.

I set di perle e marcasite montati su argento sterling sono invece senza tempo.

Le perle sono bellissime anche come abbellimento per maglioni, sciarpe e mantelli, ma soprattutto per il velo delle spose!

Una curiosità: l’annodatura ha un triplice effetto sulle perle:

  • le protegge dallo sfregamento le une contro le altre, evitando che si danneggino durante l’uso
  • evita che, nello sfortunato caso il filo si rompa mentre le indossate, tutte le perle fuoriescano e finiscano ovunque, perdendole
  • aggiunge lunghezza e dona un migliore movimento al gioiello, in modo che siano necessarie meno perle per una collana d’effetto!

Ecco alcune delle creazioni Daffodil con le perle d’acqua dolce:
Set Baroque bracciale e orecchini
Collana Mermaid
Bracciale Silk (disponibile in vari colori)
Orecchini My Fair Lady
Orecchini Cuore di Perla

Se conosci qualcuno nato a giugno ora sai che puoi regalargli una perla!

Angela

 

 

La pietra del mese di maggio: lo smeraldo

 

 

 

anello con smeraldo

Un po’ in ritardo, eccomi pronta per farvi conoscere la pietra del mese!

La pietra per i nati nel mese di maggio è: lo smeraldo.

La storia

Il nome dello smeraldo deriva dal sanscrito “marakata” che significa verde primavera.

Tantissime sono le storie e le leggende che ruotano attorno a questa pietra meravigliosa.

In Oriente ad esempio, un amuleto di smeraldo era spesso inciso con frasi sacre e gli antichi Egizi credevano che il suo colore verde rappresentasse la rinascita e la fertilità. Per questo, intagliavano scarabei da questa pietra e li posizionavano al posto del cuore nelle mummie, per rendere bella la vita nell’aldilà della persona morta.

Anche Cleopatra ne era molto affascinata.

L’imperatore romano Augusto invece, utilizzava gli smeraldi come “lente” da cui guardare le lotte dei gladiatori, poiché riteneva avessero un effetto calmante su di lui grazie al loro colore.

In alcune leggende, il Sacro Graal usato da Cristo durante l’Ultima Cena era ricavato da un gigantesco smeraldo. In seguito, lo stesso calice fu utilizzato per raccogliere il suo sangue mentre era sulla croce, rendendo lo smeraldo ricco di poteri sacri.

Gli effetti

Il ricco, profondo tono di verde di questa pietra è inconfondibile: rappresenta il colore della primavera ed è stato a lungo simbolo di romanticismo, speranza e rinascita.

Spesso si ritiene che lo smeraldo aiuti naturalmente la fertilità.

Si credeva che gli smeraldi proteggessero gli amanti dall’infedeltà. Infatti, se il cuore fosse rimasto fedele, la pietra avrebbe emanato un bel verde intenso; in caso contrario lo smeraldo avrebbe perso lucidità, splendore e colore.

Durante il Medioevo gli smeraldi venivano donati alle spose perché si credeva che aiutassero a controllare le proprie passioni e il desiderio sessuale. Inoltre, si credeva che indossare uno smeraldo aumentasse la memoria e l’intelligenza, aiutando a pensare chiaramente al passato, presente e futuro.

Gli smeraldi sono ritenuti incoraggianti, calmanti e dispensatori di equilibrio, a causa del loro colore.

Si pensa che aiutino la creatività e ridonino ottimismo nei sogni e nella realizzazione dei propri desideri.

Una curiosità: sono usati nelle cassette di sicurezza delle persone d’affari perché attirano la fortuna e la prosperità.

Gli smeraldi vengono di solito donati in occasione del 20° e 35° anniversario di nozze.

Le varianti e gli abbinamenti

Gli smeraldi sono una varietà di berillio, dello stesso gruppo di minerali dell’acquamarina.

Alcuni smeraldi possono includere delle inclusioni dette “jardin“, giardini in francese, che possono formare delle macchie simili a nuvole nella pietra. Queste inclusioni sono considerate un pregio e non un difetto, perché indicano la naturalezza e l’autenticità della pietra.

Un procedimento comune prevede di ricoprire gli smeraldi con olio, paraffina o resina trasparente, per diminuire la visibilità delle inclusioni superficiali e intensificarne il colore verde.

I colori degli smeraldi vanno dal verde chiaro a quello scuro, a seconda della presenza di ossido di cromo e vanadio.

E’ meglio evitare di indossare gli smeraldi sottoponendoli a un utilizzo intenso, evitando in particolare graffi dovuti ad oggetti appuntiti nelle loro vicinanze.

Il miglior modo per pulire uno smeraldo è l’acqua calda, una spazzola morbida e un panno morbido su cui scuotere l’eccesso d’acqua delicatamente. Meglio evitare grossi sbalzi di temperatura: no quindi a macchine ad ultrasuoni o a vapore che possono danneggiare o rimuovere lo strato di cera/olio/resina protettiva.

 

Per esaltare lo smeraldo al meglio è preferibile montarlo assieme ad altre pietre dal colore intenso, come gli zaffiri e la giada malese rosa o rossa, agata tinta a colori intensi o pietre di onice.

La montatura con i metalli freddi (ad esempio l’argento) ne raffredda i toni, mentre i metalli come l’oro evocano la sua essenza più antica.

Per gioielli d’impatto, è ideale l’abbinamento con altre pietre dure verdi, cristalli o perle d’acqua dolce della stessa gradazione.

Se conosci qualcuno nato a maggio regalagli un piccolo smeraldo!

Angela

 

 

La pietra del mese di aprile: il diamante

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Eccoci al consueto appuntamento per conoscere la birthstone del mese!

La pietra per i nati nel mese di aprile è: il diamante.

La storia

Il diamante è da sempre il simbolo della stabilità e dell’impegno.

In India era utilizzato fin dal passato (già dai 3000 ai 6000 anni fa) nelle icone religiose, ma da millenni la sua incredibile luminosità ha affascinato l’umanità intera.

Il suo nome deriva dal greco “adamas” che significa indistruttibile, eterno, invincibile, che non cambia mai.

Nell’età della pietra i diamanti erano usati in Cina per rendere lucide le asce che venivano lasciate nelle tombe.

Ai nostri giorni, i diamanti di qualità inferiore sono ancora usati dalle grandi industrie per tagliare e lucidare, anche se l’utilizzo più noto del diamante è quello in gioielleria.

Gli effetti

Oltre ad essere il simbolo del matrimonio e del fidanzamento, i diamanti rappresentano anche fedeltà, purezza e innocenza.

E’ ritenuta la pietra dell’intelligenza, che evita i fraintendimenti, sia in senso romantico che in tutti gli altri ambiti.

Si ritiene anche che i diamanti donino chiarezza di pensiero, incoraggino la risoluzione dei problemi e favoriscano l’intesa.

La straordinaria capacità di rifrazione della luce è ritenuta in grado di donare lucidità a chi lo indossa. Probabilmente questo è anche il motivo per cui questa pietra è stata a lungo ritenuta un talismano con proprietà curative, specialmente per la mente.
Si crede infatti che i diamanti possano aiutare ad attivare il chakra che favorisce la connessione fra mente e corpo, aiutando il cervello ad allontanare i pensieri non graditi.

I diamanti colorati hanno diverse proprietà:

  • diamante giallo: aumenta la premura e la considerazione verso gli altri
  • diamante azzurro: aumenta la volontà e ispira maggiore cura di se stessi
  • diamante rosa: aumenta la creatività
  • diamante nero: diminuisce la delusione verso se stessi

I diamanti vengono di solito donati in occasione del 60° e 75° anniversario.
Nell’epoca moderna, venivano utilizzati per il 10° e 30° anniversario.

Le varianti e gli abbinamenti

I diamanti sono formati da carbonio, il minerale più diffuso sulla terra. Si trovano in conglomerati di kimberlite, nelle radici degli antichi vulcani o nei depositi alluvionali. Si trovano spesso assieme ad altre pietre preziose formate dalla kimberlite, come i granati, la serpentina, il diopside, il peridoto, lo spinello e la calcite.

Una curiosità: esistono anche alcuni tipi di diamanti trovati nei meteoriti, anche se sono spesso molto piccoli e con una struttura atomica diversa da quelli terrestri.

Il diamante è l’unico ad avere il valore 10 nella scala della durezza di Mohs, e ciò lo rende lo strumento più affilato e adatto a lucidare tutte le altre pietre grazie alla sua durezza.

Non reagisce con alcun acido o con altri materiali, ha la più elevata conducibilità termica conosciuta (se tenuto in mano è freddo) e il più alto punto di fusione e capacità di rifrazione di qualunque altro minerale naturale, oltre ad avere la più densa struttura atomica.

E’ inoltre trasparente al più grande numero di lunghezze d’onda (dall’infrarosso all’ultravioletto).

I diamanti sono classificati e valutati in base al taglio, la trasparenza, il colore e il numero di carati.

Nonostante la loro durezza, i diamanti necessitano di cure ed attenzione, poiché non sono indistruttibili: si possono scheggiare o bruciare. Possono graffiare anche altri materiali, compreso l’oro e l’argento, quindi l’ideale è conservarli sempre in scatole o confezioni apposite, meglio se morbide, separati dagli altri gioielli.

I gioielli con diamanti si possono pulire con il vapore, gli ultrasuoni oppure con i detergenti liquidi per gioielli, aiutandosi con uno spazzolino morbido per arrivare fin sotto la montatura.

Per esaltare il diamante al meglio è preferibile montarlo al centro della creazione, come nei famosissimi solitari utilizzati come anelli di fidanzamento, collane o orecchini.

Oltre al classico colore trasparente, ci sono molte varietà colorate, alcune perfino più preziose come il diamante Hope (grigio-blu), il Darya-I-Nur (rosa tenue) e il Tiffany (giallo canarino). Spesso il colore è perfino più importante del numero di carati del diamante stesso, e il taglio può esaltare moltissimo il colore naturale della pietra.

Il diamante si trova anche in forma di chips, nella variante grezza, con colori naturali come grigio, marrone, verde lime e nero. Queste chips sono ricavate a mano dai resti delle pietre tagliate per essere sfaccettate e poi rifinite con una lucidatrice apposita.

Anche le chips hanno la capacità di aumentare il colore e la brillantezza delle pietre più grandi a cui vengono accostate o di fare un contrasto bellissimo con le pietre opache.

 

Se conosci qualcuno nato ad aprile apprezzerà quindi molto un diamante!

Angela

 

 

La pietra del mese di marzo: l’acquamarina

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Terzo attesissimo appuntamento con la birthstone del mese!

La pietra per i nati nel mese di marzo è: l’ acquamarina.

La storia

Pietra che ricorda il colore del mare, dalle meravigliose sfumature azzurre.

Il suo nome deriva dal latino ed incarna appunto tutta la meraviglia delle acque naturali.

E’ ritenuta essere una pietra custodita dalle sirene, usata per infondere coraggio e forza d’animo. Si riteneva donasse speranza, salute e giovinezza eterna.

La leggenda narra che l’acquamarina fosse il tesoro di Atlantide.

I Romani credevano invece che incidere una rana in una pietra di acquamarina riconciliasse i nemici, rendendoli amici.

I Greci e i Romani utilizzavano questa pietra come protezione durante i viaggi in mare, specialmente durante le tempeste.

Durante il Medioevo la pietra venne utilizzata molto come sfera di cristallo in grado di predire il futuro oppure sospesa con un filo sopra paiolo contenente acqua per le divinazioni dei messaggi celesti: la pietra infatti toccando la superficie disegnava simboli o toccava delle lettere presenti sul bordo del contenitore, rendendo possibile la rivelazione.

Gli effetti

Pietra della diplomazia, indossarla aiuta a calmare i conflitti, ad abbassare i toni delle discussioni e a riaccendere l’amore e l’amicizia con la tranquilla forza dell’oceano.

Nel linguaggio delle pietre, l’acquamarina rappresenta la felicità, la speranza e la giovinezza.

Si crede che i suoi effetti siano potenziati dall’immersione in acqua, specialmente se utilizzata come protezione.

Ancora oggi l’acquamarina è un dono molto comune fra cui viaggia molto in mare, oppure come dono per le coppie per aiutarli a conciliare le proprie differenze e augurare un matrimonio felice e duraturo. E’ ritenuta per questo anche un’ottima pietra da donare in occasione degli anniversari.

E’ anche considerata la pietra del coraggio e della prontezza.

Spesso utilizzata come pietra portafortuna, come augurio di pace, amore, gioia ed armonia.

Si ritiene che sognare un’acquamarina significhi che si sta per fare nuove amicizie.

 

Le varianti e gli abbinamenti

L’ametista è un berillo, un minerale relativamente raro, presente nelle rocce ignee o metamorfiche, ed è sorella del più scuro smeraldo. Si trova in una grande variante di sfumature di azzurro e verde acqua. Molto spesso viene sottoposta a trattamenti di calore per eliminarne i toni gialli e verdi ed enfatizzare le sfumature blu della pietra. Si tratta di un trattamento molto delicato: se la temperatura è troppo alta infatti, la pietra perderà per sempre il suo colore naturale.
Il colore tipico è dovuto alla presenza di ferro e ioni metallici.
La trasparenza e l’intensità di blu sono il primo criterio per riconoscere un’acquamarina di qualità.

Sebbene sia una pietra dura, è necessario adottare alcune precauzioni a causa delle possibili inclusioni presenti che possono renderla più delicata e a rischio rotture. Evitare di sottoporla a estremi sbalzi di temperatura, non pulirla mai ad alte temperature, non esporla mai a lungo al sole, per evitarne lo scolorimento.

Una curiosità: le acquamarine hanno spesso meno inclusioni degli smeraldi, ciò permette di trovarne più facilmente pezzi di grandi dimensioni.

Per esaltare l’acquamarina sono perfette le perle dorate e i metalli dello stesso colore, che le donano calore e luminosità. I toni artici della pietra aumentano la loro freschezza invece quando vengono accompagnati da tormalina, perle d’acqua dolce colorate e perle di citrino.
Inaspettato è invece l’abbinamento con quarzo fumè o con il rosso profondo del granato. 
Grazie alle numerose sfumature, è facile trovare il colore giusto per ogni tono di pelle, ed indossare l’acquamarina negli orecchini o nella collana aiuta ad esaltare il colore degli occhi.
Spesso utilizzata anche per abbellire i fermagli o come spilla per le sciarpe, in abbinamento con le rondelle in vetro ceco o con i cristalli Swarovski acquista uno scintillio magico!

La trovi nella mia collana Cervo e negli orecchini Cervo e anche negli orecchini Cotton Candy , ma puoi sempre richiedermi il tuo gioiello personalizzato, anche con uno degli abbinamenti che ti ho appena suggerito (ce n’è sicuramente uno che ti incuriosisce…).

Se conosci qualcuno nato a marzo questa pietra è quindi l’ideale come dono!

Angela

 

 

La pietra del mese di febbraio: l’ametista

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Eccoci al nostro consueto appuntamento con la birthstone del mese.

 

La pietra per i nati nel mese di febbraio è: l’ ametista.

La storia

Pietra dal colore viola intenso,  è una varietà di quarzo che può avere diverse sfumature, dal lavanda al viola scuro, in base alla presenza di ferro e manganese al suo interno.

Secondo il mito greco, Ametysthos era una ninfa di cui il dio Dioniso era innamorato, ma ne rifiutò la corte, venendo così trasformata per protezione da Artemide, dea delle vergini, in una roccia bianca e pura, per preservarne la castità.  Dioniso però decide di versarci sopra del vino, tingendo per sempre questa pietra di viola.

Spesso scelta dalle case reali del Mediterraneo per abbellire le proprie corone insieme a rubini, zaffiri e diamanti, l’ametista divenne presto simbolo di potere e ricchezza.

Anche la casa reale inglese conserva diversi gioielli e corone con questa pietra, che vengono indossati ancora oggi dalla Regina Elisabetta II.

Leonardo da Vinci scrisse che l’ametista ha il potere di far dissolvere i pensieri malvagi e risvegliare l’intelligenza di chi la indossa.

Gli effetti

A causa del mito che ne accompagna l’origine, si ritiene che questa pietra contrasti gli effetti degli eccessi di alcool, e abbia l’effetto di calmare molti altri appetiti fisici e tentazioni, specialmente negli uomini.

A causa del suo effetto calmante, si ritiene anche utile per chiarire i pensieri ed aiutare a prendere le decisioni, risvegliando la mente, se indossata durante tutto il giorno.

In moltissime culture l’ametista è simbolo di pace e unità.

Viene spesso utilizzata durante la meditazione perché dona serenità e un generale senso di equilibrio spirituale.

Alcuni naturopati la utilizzano per curare l’insonnia e lenire i mal di testa, o per riequilibrare gli zuccheri nel sangue.

Le varianti e gli abbinamenti

L’ametista è presente in natura sotto forma di macrocristalli, spesso all’interno di grandi geodi di agata. I cristalli di ametista si formano quando sabbia, fango o altri detriti si depositano e si compattano nel geode grazie allo scorrere dell’acqua, raggiungendo dimensioni spesso considerevoli.

E’ una pietra molto dura, che sopporta bene le sollecitazioni ed anche la pulizia ad ultrasuoni.

Una curiosità: esistono anche varietà rosso-violaceo oppure giallo-violacee, a seconda della combinazione dei metalli presenti nel quarzo puro.

L’eleganza innata di questa pietra si abbina al meglio con le perle, la madreperla, il quarzo fumè o il peridoto. I metalli dorati ed argentati sono perfetti per dare luce e regalità all’ametista.

Personalmente adoro questa, pietra, è sempre stata la mia preferita.
L’ho utilizzata negli orecchini Equilibrio D’Ametista, negli orecchini in wire Wave, nella collana Boho Modern n. 2, negli orecchini e nella collana Casetta, nella collana e orecchini Stella, e nelle collane Queen, proprio per esaltarne la maestosità.

Se conosci qualcuno nato a febbraio questa pietra è quindi l’ideale come dono, se indossata sempre oppure portata con sé.

Angela