“Un’estate magica” di Corina Bomann | Pagine rubate alla notte

Pagine rubate alla notte: recensione libro consigliato del mese

La libreria del Daffodil Cottage – Consigli di lettura speciali per anime romantiche

La storia

Wiebke è in un momento di crisi della sua vita: non è riuscita a superare alcuni esami importanti a biologia, ha appena lasciato un fidanzato fedifrago e come se non bastasse la sua migliore amica è partita lasciandola sola.
Decide allora di andare a trovare a sorpresa la zia Larissa sulle sponde del lago di Müritz.
Larissa è pressoché perfetta agli occhi di Wiebke: single, indipendente e creativa, ha creato la sua vita in campagna dal nulla tagliando misteriosamente i ponti con tutto il resto della famiglia. Dopo la perdita del suo grande amore all’improvviso, Larissa si è infatti dedicata a dipingere scarpe da sposa, coltivare more e accudire animali abbandonati. Wiebke, con la sua vitalità e il suo affetto, crea scompiglio nella vita di Larissa, mettendo alle strette la zia: la sprona a conoscere un nuovo vicino, a riallacciare vecchi rapporti interrotti, a seguire fino in fondo le proprie passioni, a superare i propri limiti, riuscendo allo stesso tempo anche a trovare inaspettatamente la sua strada e a prendere decisioni personali spesso difficili e ricche di imprevisti.

Perché mi è piaciuto

Cercavo un libro facile da leggere, che non richiedesse troppo sforzo ma fosse coinvolgente.

Ho amato particolarmente di “Un’estate magica” la storia d’amore vista dalla prospettiva del rapporto zia-nipote, insolito per i romanzi di questo genere.

Ho trovato un’autrice che sa toccare con leggerezza problematiche più ampie, come il difficile rapporto fra sorelle, la fatica a superare le divisioni, la voglia di riscattarsi e ricominciare, ma anche la capacità di non arrendersi.

Quella che credevo una lettura di svago si è ben presto trasformata in un’occasione di riflessione personale a un livello più profondo.

Il libro è molto coinvolgente, ti trascina in un sogno ad occhi aperti fatto di campagna rilassante, profumo d’estate e il silenzio delle notti cariche di aspettativa dei vent’anni.

Consiglio questo romanzo a chi cerca una storia romantica, appassionata, con il lieto fine ma al tempo stesso ricca di svolte improvvise.

Penso sia la lettura ideale per terminare l’estate e continuare a portarla con sé ancora un po’!

Una citazione

Wiebke lo seguì con lo sguardo. Aveva le guance in fiamme: quel ragazzo era davvero molto attraente. Quando si rese conto di aver abbassato le difese, scosse la testa ricordandosi del proposito di non farsi più coinvolgere sentimentalmente. Non aveva bisogno di altri guai.

Trovi il libro qui.

Se vuoi sapere quali altri libri ho amato in passato puoi seguirmi su Goodreads.
Alla prossima lettura condivisa!

 

Angela

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“Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti | Pagine rubate alla notte

Pagine rubate alla notte: recensione libro consigliato del mese

La libreria del Daffodil Cottage – Consigli di lettura speciali per anime romantiche

La storia

Teresa Battaglia è un commissario di polizia con molta esperienza. La incontriamo al culmine della sua carriera, in un momento critico in cui deve lottare contro il diabete e i primi sintomi dell’Alzheimer. E’ affaticata, invecchiata, con l’anima piena di ferite mai veramente sanate, dal carattere ruvido e duro, completamente dedita al proprio mestiere, anche se non molto abile con le relazioni interpersonali. Deve ora scovare un nuovo assassino, ma la sua mente ha cominciato a tradirla e a tratti perde la lucidità.

Nei boschi innevati di Travenì, paesino delle montagne friulane, viene trovato il cadavere di un uomo, senza occhi e con accanto un pupazzo vestito con gli abiti della vittima. Il ritrovamento scatena il panico in paese e quello che all’inizio sembrava un omicidio comune diventa ben presto qualcosa di misterioso.

Nel paesaggio selvaggio ed incontaminato minacciato dall’intrusione dell’uomo (si stanno per costruire dei nuovi impianti sciistici) alcuni bambini del paese notano un essere misterioso e spettrale che cerca il contatto con loro, ma gli adulti sono troppo occupati dai loro problemi per accorgersene e credere ai loro racconti.

Il killer è ambiguo, contraddittorio e bene organizzato, anche se con momenti di raptus: esprime una violenza inaudita e continua i suoi delitti, ma sembra non voler uccidere. Teresa è una profiler e cerca di speigare al suo nuovo collega Massimo Marini c’è qualcosa di ogni serial killer in ognuno di noi, un’oscurità che emerge quando si è vittime di traumi, che lei cerca di capire per poter scovare l’assassino.

Con dei flashback veniamo a conoscenza di una seconda trama parallela, risalente al 1978, che si intreccia con la storia attuale: una vecchia scuola, dove si porta avanti uno strano esperimento sui neonati, in cui sembra avere un ruolo anche una suora del vicino convento.

Teresa deve fare però i conti con i blackout che le fanno perdere la memoria, fino a farle dimenticare perfino i nomi delle persone che le sono accanto ogni giorno: è così che inizia ad annotarsi tutto, riuscendo un po’ alla volta a venire a capo del mistero di Travenì: il finale sarà totalmente inaspettato.

 

Perché mi è piaciuto

Ho letto con piacere anche i precedenti racconti della mia conterranea Ilaria Tuti, trovo la sua scrittura scorrevole e ricca di risvolti sbalorditivi.

Questo suo romanzo d’esordio non mi ha delusa: l’ispettore Teresa Battaglia è un personaggio insolito, molto umano, con tutte le sue fragilità ed insicurezze emotive, ma dotata di un intuito straordinario.

La storia dal suo punto di vista ci mostra una donna che spesso non sa come comportarsi con precisione, tormentata dai dubbi, ma il cui senso di responsabilità la spinge sempre nella direzione giusta, come spesso accade anche nella vita reale. Lontana anni luce dai commissari con la risposta sempre a tutto, spesso su un piedistallo lontano dagli assistenti e dal lettore stesso, Teresa si fa forte della sua esperienza, ma non può fare a meno di simpatizzare con Marini, in cui forse rivede se stessa, che cerca di spronare a dare il meglio di sé, nonostante non trovi spesso le parole giuste per farlo.

La paura circonda ogni singolo personaggio del libro: da Teresa e i suoi assistenti, ai bambini che si ritrovano sulla montagna per farsi forza, agli abitanti del paese stesso, divisi e rinchiusi ognuno nel proprio terrore.

La scena della sfilata dei Krampus è quasi cinematografica: il terrore reale si mescola a quello ricreato dalla rievocazione di una tradizione quasi pagana, in una narrazione dal ritmo travolgente e serrato che dà la svolta all’intera storia.

I paesaggi che fanno da sfondo al romanzo sono molto realistici (lo dico dopo aver visitato di persona i boschi descritti nel libro, di cui ho colto tutti i riferimenti presenti nel romanzo), rispecchiano gli stati d’animo vissuti dal lettore e ne enfatizzano la suspense. Una natura che sembra essere viva, prende parte al mistero che aleggia fra i suoi boschi ma allo stesso tempo ne sembra distaccata e glaciale, come se nonostante tutto il dolore e la paura degli uomini lei andasse comunque avanti, impassibile.

La trama parallela della Scuola, essendo riferita ad episodi realmente accaduti, aggiunge quel tocco in più di tensione che rende questa storia così particolare, in un genere in cui spesso sembra tutto scontato: ci fa capire che quello che sulla carta è solo un racconto, in realtà potrebbe esistere davvero.

Il romanzo ideale da leggere in vacanza, tutto d’un fiato, per scoprire una scrittrice giovane, che ha tanto da dire.

Una citazione

Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’ età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine[…]. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.

Trovi il libro qui.

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Alla prossima lettura condivisa!

 

Angela