“Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti | Pagine rubate alla notte

Pagine rubate alla notte: recensione libro consigliato del mese

La libreria del Daffodil Cottage – Consigli di lettura speciali per anime romantiche

La storia

Teresa Battaglia è un commissario di polizia con molta esperienza. La incontriamo al culmine della sua carriera, in un momento critico in cui deve lottare contro il diabete e i primi sintomi dell’Alzheimer. E’ affaticata, invecchiata, con l’anima piena di ferite mai veramente sanate, dal carattere ruvido e duro, completamente dedita al proprio mestiere, anche se non molto abile con le relazioni interpersonali. Deve ora scovare un nuovo assassino, ma la sua mente ha cominciato a tradirla e a tratti perde la lucidità.

Nei boschi innevati di Travenì, paesino delle montagne friulane, viene trovato il cadavere di un uomo, senza occhi e con accanto un pupazzo vestito con gli abiti della vittima. Il ritrovamento scatena il panico in paese e quello che all’inizio sembrava un omicidio comune diventa ben presto qualcosa di misterioso.

Nel paesaggio selvaggio ed incontaminato minacciato dall’intrusione dell’uomo (si stanno per costruire dei nuovi impianti sciistici) alcuni bambini del paese notano un essere misterioso e spettrale che cerca il contatto con loro, ma gli adulti sono troppo occupati dai loro problemi per accorgersene e credere ai loro racconti.

Il killer è ambiguo, contraddittorio e bene organizzato, anche se con momenti di raptus: esprime una violenza inaudita e continua i suoi delitti, ma sembra non voler uccidere. Teresa è una profiler e cerca di speigare al suo nuovo collega Massimo Marini c’è qualcosa di ogni serial killer in ognuno di noi, un’oscurità che emerge quando si è vittime di traumi, che lei cerca di capire per poter scovare l’assassino.

Con dei flashback veniamo a conoscenza di una seconda trama parallela, risalente al 1978, che si intreccia con la storia attuale: una vecchia scuola, dove si porta avanti uno strano esperimento sui neonati, in cui sembra avere un ruolo anche una suora del vicino convento.

Teresa deve fare però i conti con i blackout che le fanno perdere la memoria, fino a farle dimenticare perfino i nomi delle persone che le sono accanto ogni giorno: è così che inizia ad annotarsi tutto, riuscendo un po’ alla volta a venire a capo del mistero di Travenì: il finale sarà totalmente inaspettato.

 

Perché mi è piaciuto

Ho letto con piacere anche i precedenti racconti della mia conterranea Ilaria Tuti, trovo la sua scrittura scorrevole e ricca di risvolti sbalorditivi.

Questo suo romanzo d’esordio non mi ha delusa: l’ispettore Teresa Battaglia è un personaggio insolito, molto umano, con tutte le sue fragilità ed insicurezze emotive, ma dotata di un intuito straordinario.

La storia dal suo punto di vista ci mostra una donna che spesso non sa come comportarsi con precisione, tormentata dai dubbi, ma il cui senso di responsabilità la spinge sempre nella direzione giusta, come spesso accade anche nella vita reale. Lontana anni luce dai commissari con la risposta sempre a tutto, spesso su un piedistallo lontano dagli assistenti e dal lettore stesso, Teresa si fa forte della sua esperienza, ma non può fare a meno di simpatizzare con Marini, in cui forse rivede se stessa, che cerca di spronare a dare il meglio di sé, nonostante non trovi spesso le parole giuste per farlo.

La paura circonda ogni singolo personaggio del libro: da Teresa e i suoi assistenti, ai bambini che si ritrovano sulla montagna per farsi forza, agli abitanti del paese stesso, divisi e rinchiusi ognuno nel proprio terrore.

La scena della sfilata dei Krampus è quasi cinematografica: il terrore reale si mescola a quello ricreato dalla rievocazione di una tradizione quasi pagana, in una narrazione dal ritmo travolgente e serrato che dà la svolta all’intera storia.

I paesaggi che fanno da sfondo al romanzo sono molto realistici (lo dico dopo aver visitato di persona i boschi descritti nel libro, di cui ho colto tutti i riferimenti presenti nel romanzo), rispecchiano gli stati d’animo vissuti dal lettore e ne enfatizzano la suspense. Una natura che sembra essere viva, prende parte al mistero che aleggia fra i suoi boschi ma allo stesso tempo ne sembra distaccata e glaciale, come se nonostante tutto il dolore e la paura degli uomini lei andasse comunque avanti, impassibile.

La trama parallela della Scuola, essendo riferita ad episodi realmente accaduti, aggiunge quel tocco in più di tensione che rende questa storia così particolare, in un genere in cui spesso sembra tutto scontato: ci fa capire che quello che sulla carta è solo un racconto, in realtà potrebbe esistere davvero.

Il romanzo ideale da leggere in vacanza, tutto d’un fiato, per scoprire una scrittrice giovane, che ha tanto da dire.

Una citazione

Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’ età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine[…]. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.

Trovi il libro qui.

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Alla prossima lettura condivisa!

 

Angela

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Pagine rubate alla notte: “Il giardino segreto ” di Frances Hodgson Burnett

Pagine rubate alla notte: recensione libro consigliato del mese

La libreria del Daffodil Cottage – Consigli di lettura speciali per anime romantiche

Coltivare il proprio giardino aiuta a superare ogni cosa: ci vuole pazienza, amore e costanza ma alla fine ci ritroveremo nuovi.
Libro Il giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett e orecchini in legno a cuore rosso Light Wood Daffodil Bijoux

La storia

Mary Lennox ha origini inglesi, ma è sempre vissuta in India, con dei genitori ricchi, egoisti e anaffettivi che l’hanno sempre disprezzata e trascurata. All’età di dieci anni però rimane orfana a causa di un’epidemia di colera, venendo quindi affidata al parente più prossimo, uno zio rimasto vedovo, Lord Archibald Craven, che vive nello Yorkshire, a Misselthwaite Manor, una maestosa dimora isolata nella brughiera.
Mary è molto colpita dalla freddezza dello zio e scopre dalla cameriera Martha che la strana atmosfera è determinata da una sventura che ha colpito lo zio tempo prima. La moglie di lord Craven, Lilias, infatti è morta a seguito di una caduta dall’altalena nel suo giardino privato, in cui era solita passare molto tempo. Il giardino è stato poi dimenticato e il suo unico accesso è chiuso da allora. Mary è molto curiosa e fa di tutto per trovare la porta nascosta del giardino e la chiave che può permetterle di accedere a un luogo così carico di mistero. Mentre si sta abituando alla vita nella casa e impara ad amare la brughiera e ad apprezzare la libertà, riesce a trovare l’accesso al giardino e ad entrarci, decidendo subito di volerlo curare per farlo crescere con l’aiuto di Dickon, il fratello di Martha che le apre gli occhi sulla natura.
Nel frattempo, Mary riesce anche a capire come mai sentiva spesso dei pianti di cui nessuno le voleva spiegare la provenienza: si tratta di suo cugino Colin, costretto a letto perché convinto che sarà gobbo come suo padre. Colin è un bambino molto simile alla Mary dell’inizio del libro, viziato, isterico ed ipocondriaco.
Decisa a curare Colin, Mary riesce a convincerlo ad uscire in sedia a rotelle e lo porta di nascosto nel giardino, dove scoprirà che in realtà il cugino non ha alcuna malattia fisica.
Un po’ alla volta i due cugini passano sempre più tempo assieme curando il giardino segreto, aiutati anche dal resto del personale.
Rientrato a casa Lord Craven trova Mary e Colin nel giardino segreto ed è così colpito dal vedere il figlio che sta bene e dal ricordo della moglie più vivo che mai da decidere di iniziare una nuova vita felice tutti assieme.

Libro Il giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett e orecchini in legno a pettirosso Light Wood Daffodil Bijoux

Perché mi è piaciuto

Scorrevole e piacevole da leggere, questo romanzo dal chiaro intento pedagogico è stato relegato spesso a mero “libro per bambini”, ma ha una forza e una capacità innovativa all’interno davvero imperdibile, anche a molti anni dalla sua uscita: con semplicità sa parlare al cuore di tutti, toccando i punti giusti che forse non sapevamo nemmeno di possedere.

La formazione di Mary passerà diversi stadi, che coincidono con la sua crescita esteriore ma soprattutto interiore. Da bambina chiusa, distaccata dal mondo e scontrosa imparerà attraverso il contatto con la natura ad essere migliore ogni giorno.

La natura e la brughiera emergono come elementi vivi, caratterizzano essi stessi i personaggi, insegnando loro la cura, l’attenzione per se stessi e per gli altri e quindi l’amore.

Personalmente mi ritrovo molto in questa visione della natura come figura materna sostitutiva, capace di accompagnare chiunque verso il raggiungimento di uno scopo, che sia la crescita personale oppure semplicemente la ricerca della felicità.

Fra queste pagine è facile trovare il conforto dell’autrice che, come un’amica, con discrezione sa sussurrarti parole gentili e suggerirti che sì, il pensiero positivo può essere l’unica soluzione a tutto, specialmente quando pensi che non ci sia via d’uscita.

Libro Il giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett e orecchini in legno a roselline Light Wood Daffodil Bijoux

Una citazione

“Padrona Mary, bastian contrario,
come cresce il tuo giardino,
con campanule d’argento, con conchiglie
e con una fioritura di giunghiglie? “

Per acquistare il libro illustrato che vedi nelle mie foto clicca qui.

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Angela

Pagine rubate alla notte: “Lo straordinario viaggio di Edward Tulane” di Kate DiCamillo

Pagine rubate alla notte: recensione libro consigliato del mese

La libreria del Daffodil Cottage – Consigli di lettura speciali per anime romantiche

Cosa c’è di meglio di una favola per sognare? Da grandi come da bambini, questi libri hanno molto da insegnare, fornendoci uno spunto su cui riflettere.

La storia

In una casa in Egypt Street, viveva un coniglio di nome Edward Tulane. Il coniglio era molto orgoglioso di se stesso e della propria vita, era infatti adorato da una bambina, Abilene. Ma poi, un giorno, il coniglio venne smarrito. Inizia così il viaggio di Edward, che lo porterà dal fondo del mare alla rete di un pescatore, da un mucchio di spazzatura al falò di un campo di vagabondi, dal capezzale di una bambina malata alle strade di Memphis. Lungo questo viaggio ha luogo anche la formazione di Edward: imparerà cosa è davvero importante, come si ama davvero e come guarire il proprio cuore ferito.

Perchè mi è piaciuto

Avevo voglia di sognare, con una favola non scontata e diversa dalle solite, che lasciasse un segno dentro.

Il libro è stato fortemente criticato per i suoi passaggi a volte molto tristi, lugubri, considerati inadatti per un bambino.

Personalmente, ritengo invece questo racconto ideale per mostrare ai più piccoli come affrontare le difficoltà della vita, come insegnare loro l’umiltà ma anche una caratteristica difficile da spiegare a parole: il coraggio di vivere fino in fondo ed amare pienamente.

Come libro letto da adulti riempie di speranza, specialmente nei momenti di sconforto verso ciò che ci circonda.

Penso sia bello anche trovare un riferimento costante fra le pagine di questo libro: leggerlo da piccoli, tenerlo nella propria libreria da adolescenti e rileggerlo da adulti, come un fedele compagno che ci dia conforto quando ne abbiamo più bisogno.

La scrittura è semplice e scorrevole, perfetta a partire dai 7 anni. Da grandi è la lettura ideale da leggere tutta d’un fiato, pagina dopo pagina.

Se ami le illustrazioni d’autore, ti consiglio fortemente la versione illustrata, ideale da collezionare (illustrazioni di Bagram Ibatoulline).

Per acquistare il libro clicca qui.

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Angela