Le ricette del Daffodil Cottage per l’ora del tè: Carrot Cake con uvetta

Carrot Cake inglese con uvetta

La ricetta del mese di marzo per il tuo tè delle cinque secondo l’usanza del Daffodil Cottage arriva ancora una volta dalla nostra amata Inghilterra e la si può gustare in tantissimi modi, fra cui glassata (per chi ama la glassa classica bianca) per aggiungere un po’ di dolcezza in più secondo la tradizione, o in versione muffin con lo stesso impasto: sto parlando della famosissima Carrot Cake!

Questa volta il dolce è completamente privo di latticini, per gli intolleranti al lattosio va benissimo quindi. 

Ideale come colazione, merenda e anche come sfizio serale (lo so, non si dovrebbe fare…), è una torta morbida e dal profumo nordico molto intenso ed originale, per chi ama provare sapori nuovi, da preparare con le carote che spesso avanzano in frigo.

Il suo aroma particolare è ideale come coccola di fine inverno perché è molto naturale e non troppo pesante, perfetta per andare incontro alla primavera con un sorriso!

Si tratta di una torta non particolarmente dolce, ma piuttosto speziata e decisa, che porterà in casa una fragranza che non è molto diffusa da noi, ma perfetta per chi ama i dolci integrali.

carrot cake integrale ricetta inglese con uvetta aromatizzta

Ingredienti:

  • 170 gr di uvetta
  • 1 bicchierino di rum
  • acqua tiepida q. b. per l’ammollo
  • 250 gr di farina 00
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 2 cucchiaini di bicarbonato di soda
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino raso di cannella
  • 4 uova
  • 250 ml di olio di mais
  • 110 gr di zucchero di canna
  • 330 gr di carote grattugiate

Carrot cake torta di carote integrale senza lattosio

Procedimento:

Per prima cosa metti in ammollo l’uvetta nell’acqua tiepida con il rum, per circa 15 minuti. Al termine del tempo stabilito, scola e strizza l’uvetta, mettendola da parte.

Riscalda il forno a  180° e prepara uno stampo imburrato oppure ricoperto di carta da forno, della misura che preferisci (io ho usato uno stampo tondo medio).

Mescola insieme in una terrina capiente, la farina, il lievito, il bicarbonato (tutti setacciati), il sale e la cannella.
A parte unisci alle uova l’olio e lo zucchero di canna, montandole con le fruste.
Aggiungi il composto agli ingredienti secchi nella prima terrina, fino a quando si amalgamano bene, senza mescolare oltre.

Aggiungi al preparato le carote grattugiate e l’uvetta infarinata (per evitare che finisca sul fondo) e versa il tutto nello stampo.

Cuoci in forno a 180 ° per 30 minuti. Attenzione a non prolungare troppo la cottura: lo zucchero di canna brucia facilmente, specialmente sul fondo!

Sforna la carrot cake e deliziati con il suo aroma!

Torta morbida di carote ricetta inglese

Consigli:

Questa torta è tradizionalmente preparata con lo zucchero di canna: il vero zucchero di canna è molto particolare e dal gusto intenso, non ha niente a che fare con lo zucchero di canna in versione “occidentale” che spesso troviamo al supermercato. Io ho usato zucchero di canna peruviano, ma se non ami il suo sapore intenso puoi benissimo sostituirlo con lo zucchero classico bianco, per avere un dolce più adatto a tutti.

Il rum per l’ammollo può essere sostituito con una fialetta di aroma di arancia, specialmente se prepari la torta per i bambini.

Se preferisci il burro all’olio di mais puoi tranquillamente sostituirlo nelle stesse quantità, ottenendo però un dolce più “pesante”.

Al Daffodil Cottage la Carrot Cake viene accompagnata preferibilmente da un tè Roiboos agli agrumi, naturalmente privo di caffeina e adatto a chi soffre di calcolosi renale (come me) perché privo di ossalati, dal profumo avvolgente e fresco.

Buon tè delle cinque!

Angela

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Come riparare i lobi danneggiati o deformati senza chirurgia

Ad alcune mie clienti succede una cosa che per molto tempo sembrava senza soluzione, a parte quella chirurgica: i lobi deformati.

Succede principalmente per tre motivi:

  • hai indossato orecchini troppo pesanti, che hanno allungato il lobo e deformato il foro degli orecchini, che adesso scivolano fuori (può succedere anche con quelli a perno);
  • hai indossato dei dilatatori al lobo o hai fatto piercing stretching o gauging, ma ora ti sei stancato di questo look;
  • hai subito un trauma o un incidente, che ti hanno permanentemente strappato il lobo.

Finora come dicevo per questo l’unica soluzione era ricorrere alla chirurgia, ma ho finalmente trovato un metodo per te che sia poco costoso, semplice da usare e soprattutto efficace: 

i supporti per i lobi Swan Lobe

Supporti per lobi forati Swan Lobe

Cos’è

Si tratta di supporti unisex brevettati, gli unici al mondo che danno un lifting istantaneo ai lobi deformati o danneggiati, aiutandoti ad indossare nuovamente qualunque tipo di orecchini, dai più piccoli ai più pesanti.

Usati anche sulle passerelle, in tv e nei film, nonché dai professionisti del settore, sono la soluzione ideale per i lobi forati ma anche per gli orecchini a clip.

Si possono utilizzare anche se ami gli orecchini ma hai i lobi completamente strappati o dilatati.

Hanno anche un’importantissima funzione protettiva per i lobi a cui sono stati appena fatti i fori contro i danni e le micro lesioni che possono portare a lobi danneggiati.

Supporti per lobi danneggiati Swan Lobe

Materiali

Realizzati nel Regno Unito, con una membrana ipoallergenica con certificazione medica, i supporti per lobi danneggiati Swan Lobe sono resistenti all’acqua e traspiranti sulla pelle.

Aderiscono al retro dell’orecchio e sono completamente invisibili ad occhio nudo, su tutte le tonalità di pelle.

Come si usa

Per utilizzare i supporti per lobi è sufficiente farli aderire sulla pelle pulita ed asciutta, indossando correttamente il supporto sull’orecchio corrispondente destro o sinistro.

Una volta posizionato il supporto, si può indossare gli orecchini preferiti, inserendoli in corrispondenza del proprio foro al lobo, forando allo stesso tempo anche il supporto.

Supporti per lobi forati Swan Lobe come usarli

Se desideri provare questo prodotto, lo puoi prenotare con un preordine sul mio sito oppure via email scrivendomi di quante confezioni hai bisogno!

Angela

Pagine rubate alla notte: “La voce nascosta delle pietre” di Chiara Parenti

Pagine rubate alla notte: recensione libro La voce nascosta delle pietre di Chiara Parenti

La libreria del Daffodil Cottage – Consigli di lettura speciali per anime romantiche

Con queste parole viene presentato online il libro che vi consiglio come prima lettura del Daffodil Cottage: “La voce nascosta delle pietre” di Chiara Parenti.
Fin da piccola ho anch’io, come Luna, amato molto le pietre. Le acquistavo sfuse in un negozio locale e poi le conservavo, assieme ai loro cartellini con le rispettive proprietà, in una piccola teca di legno e vetro e mi perdevo ad ammirarne la bellezza, studiandone sui libri tutte le curiosità a riguardo.
Mi sono ritrovata molto nel personaggio di Luna, che fin da bambina, incoraggiata dal nonno, segue la sua passione, assieme a un compagno di avventure speciale, che cresce con lei. Tutto cambia quando, dopo essersi aperta completamente a lui, viene tradita nel modo più brutto immaginabile: il suo mondo va a pezzi, la sua capacità di sognare e di inseguire ciò che vuole davvero sembra persa per sempre, sepolta dietro al dolore.
Luna cambia, cresce all’improvviso sbattendo la faccia contro la sofferenza. Ma da questa delusione troverà un po’ alla volta la forza di cambiare, di migliorarsi e di trovare la sua indipendenza, senza bisogno di nessun altro a darle forza. Ed è proprio mentre sarà consapevole della sua nuova capacità di essere se stessa, che la vita la sorprenderà ancora, dandole la forza di ritrovare la fiducia.
Ho letto pareri discordanti su questo libro, ma nonostante alcune critiche anche troppo feroci, mi sono fidata del mio istinto e l’ho acquistato e posso dire di non essermene pentita affatto, anzi.
La lettura è semplice e scorrevole: magari in alcuni punti il filo conduttore delle singole pietre che delineano ogni capitolo si perde un po’ dietro all’analogia molto usata dall’autrice con i diamanti per descrivere i due protagonisti principali, ma nel complesso il libro mi ha emozionato molto.
Ci sono dei passaggi molto toccanti, in particolare riguardo alla figura del nonno, che mi hanno commosso molto e che ritengo descritti davvero molto bene.
Anche la particolare struttura del romanzo, basato sulle proprietà di ogni singola pietra che dà il nome al capitolo,  è molto interessante perché delinea una crescita e un’evoluzione dei personaggi assieme alla storia di cui fanno parte, che li avvolge come un flusso inarrestabile, a cui possono opporsi con tutte le loro forze oppure semplicemente imparare ad assecondare.
Non “la solita storia d’amore e basta” insomma, ma un libro che tratta di rapporti con i genitori, di una figura speciale che fa da guida a una ragazza in ogni momento di difficoltà, della sofferenza e di come la vita sappia sempre sorprenderci, in una giostra infinita di emozioni. Sarà impossibile fermarsi nella lettura, soprattutto nella seconda parte…
Non voglio raccontarti troppo della storia, per non rovinarti la sorpresa se deciderai di leggerlo. Io l’ho acquistato su Ibs.  Lo trovi comunque facilmente in tutte le maggiori librerie fisiche e online.
Se vuoi sapere quali altri libri ho amato in passato puoi seguirmi su Goodreads.
Alla prossima lettura condivisa!

 

Angela

Le ricette del Daffodil Cottage per l’ora del tè: crostata profumata alla vaniglia

Crostata profumata alla vaniglia facile e deliziosa

Ecco la ricetta del mese pensata per rendere speciale il tè delle cinque secondo l’usanza del Daffodil Cottage: sei pronta per il tuo momento speciale?

Realizza con noi la crostata profumata alla vaniglia!

Anche questa volta ho usato ingredienti a basso contenuto di latte, per gli intolleranti al lattosio, ma puoi realizzare la stessa ricetta anche in versione “normale”.

Si tratta di una versione semplificata della classica crostata con crema pasticcera alla vaniglia, ideale come alternativa alle tartellette (sì, lo ammetto, sono le mie preferite quelle alla frutta!).

Questa crostata è il fine pasto ideale per la cena di San Valentino con il tuo amato/a!

Crostata profumata alla vaniglia facile e deliziosa

Ingredienti per la frolla:

  • 300 gr di farina 00
  • 150 gr di burro
  • 1 uovo intero
  • 150 gr di zucchero
  • 1/2 bustina di lievito per dolci vanigliato
  • un pizzico di sale
  • una fialetta di aroma vaniglia

 Ingredienti per il ripieno:

  • 500 ml di latte senza lattosio
  • 3 tuorli d’uovo
  • 100 gr di zucchero
  • 70 gr di farina
  • aroma vaniglia (una bustina) oppure una stecca di vaniglia (semi)

Crostata alla vaniglia del Daffodil Cottage

Procedimento:

Inizia dalla crema: si tratta in pratica di una crema pasticcera molto facile da fare, in cui è impossibile fare grumi, che non contiene troppa farina e che necessita di poca cottura.

Metti 400 ml di latte in un padellino antiaderente, aromatizzalo con la vaniglia o la bustina di vanillina e mettilo a scaldare a fiamma media. In una ciotola a parte mescola insieme con la frusta i tuorli con lo zucchero, la farina setacciata e i 100 ml di latte restanti, poco alla volta, finché la crema risulterà fluida.

Aggiungi la crema al latte che sta bollendo dolcemente, continuando a girare con la frusta per pochi minuti sulla fiamma al minimo: come per magia si formerà la crema pasticcera!

Metti da parte la crema alla vaniglia e conservala, appena si è raffreddata, in frigo (puoi prepararla anche il giorno prima).

Per realizzare la frolla unisci tutti gli ingredienti in una spianatoia e lavorali a mano a lungo, finché non si forma una bella palla liscia.

Fai riposare la pasta alcuni minuti in frigo, per riuscire a stenderla meglio, dopodiché ricopri il tuo stampo per crostata di uno strato più o meno spesso di pasta (a me piace bello spesso) e stendi sopra la crema, dopo aver forato la pasta con i rebbi di una forchetta.
Se ti avanza dell’impasto puoi decorare la crema con delle strisce o più semplicemente con dei decori fantasia (io ho fatto un cuore centrale, perfetto come dolce per San Valentino).
Cuoci in forno statico per 30 minuti circa a 180°.

Sforna la crostata e degustala con la tua dolce metà!

Crostata alla vaniglia cuore di decorazione centrale

Consigli:

Una delle particolarità di questa crostata è l’aroma intenso di vaniglia: è presente nella frolla e anche nella crema, per rendere il sapore persistente. Se preferisci l’aroma di limone puoi tranquillamente sostituirlo a quello di vaniglia, oppure mettere l’aroma che preferisci, purché in fiale o polveri delle stesse quantità di quelle descritte.

La frolla che otterrai è meno “burrosa” della classica, quindi sarà un po’ più fragrante e meno pesante da digerire!

Al Daffodil Cottage la crostata alla vaniglia è sempre accompagnata da un tè bianco profumato alla vaniglia, delicato e aromatico.

Buon tè delle cinque!

Angela

Pagine rubate alla notte: la libreria del Daffodil Cottage

La libreria del Daffodil CottageSpesso in questo mondo frenetico non abbiamo tempo per leggere. E’ un peccato, dici fra te, perché io amo leggere. E allora ogni piccolo ritaglio di tempo diventa essenziale per rubare qualche pagina, per divorare fugacemente dei pensieri all’autore che amiamo in quel momento. Non riesci a smettere, non vedi l’ora di continuare. Magari inizi a leggere a letto, per prendere sonno, poi la storia ti rapisce e si fanno le quattro del mattino; ti costringi a posare il volume sul comodino, ma sei troppo curiosa di sapere “come va avanti” e allora leggi di nascosto ancora un capitolo. L’ultimo…

Oppure mentre vai a lavoro, sull’autobus, ti allontani da tutto il caos attorno e ti tuffi nel mondo dell’immaginazione, dove basta un po’ di inchiostro e carta per volare, per sognare un’esistenza diversa e magari migliore.

Questi ritagli di tempo rubati non sono quanto la lettura meriterebbe, ma il mondo in cui viviamo va a ritmi troppo veloci per darci di più per una cosa che spesso è considerata, prima di tutto da noi stessi, un lusso.

Avrei voglia di fermarmi, di guardare con calma quelle pagine come quando studiavo, di annotarmi in un bel quaderno romantico con fiori e frutti tutte le frasi che mi colpiscono, che vorrei ritrovare in un secondo momento per guidare me stessa nella vita di tutti i giorni e nelle occasioni più difficili, quelle che diventano vere e proprie prove.

La realtà è invece che apro il Kindle maledicendomi per non aver caricato a sufficienza la batteria ed evidenzio tutto ciò che vorrei conservare con un dito, promettendo a me stessa di ricopiare tutto con calma “quando avrò tempo”.
Oppure semplicemente ficco il libro in borsa, sognando di sedermi in riva al mare o al lago per rilassarmi con un sole tiepido che scalda i miei pensieri.

Da qui nasce l’esigenza di condividere con te le mie letture al cottage, che sono spesso, anche se non lo vorrei, rubate alla notte o a momenti in cui potrei spegnere la testa e non pensare a nulla.

Ma non riesco a farlo, amo troppo rifugiarmi in quel mondo magico che vorrei fosse reale e che porta con sé la speranza dei sogni esauditi.

La libreria del Daffodil Cottage contiene i libri che ho amato in passato o che leggo con piacere adesso, che ti consiglio di leggere soltanto per il piacere di farlo, come farei con un’amica.

Niente sponsorizzazioni, solo pensieri veri: se sei iscritta alla newsletter (per iscriverti clicca qui) riceverai in anteprima il titolo del libro che ti consiglierò ogni mese, di cui se avrò tempo ti parlerò poi occasionalmente e brevemente qui sul blog. Raccoglierò poi tutti gli articoli sul blog a riguardo nell’apposita categoria con lo stesso nome, a cui potrai accedere dal menù a destra.

Nel frattempo puoi seguirmi su Goodreads, per dare un’occhiata alle mie letture passate .

Spero ti piaccia questa idea di condivisione, una “stanza tutta per sé” dove scambiarci consigli e trovare ispirazione per quegli attimi di bellezza rubata che dovremmo concederci più a lungo, più spesso.

Angela

Come stringere un anello da soli senza andare dal gioielliere

come stringere un anelloTi è mai successo di ritrovarti ad indossare un anello troppo grande?

Può succedere per tanti motivi diversi:

  • hai acquistato un anello della misura errata, oppure ti è stato regalato
  • hai seguito una dieta per cui hai perso molti chili (bravissima!!) e non sono solo i jeans a starti larghi adesso!
  • con l’abbassarsi delle temperature noti che gli anelli che indossi sembrano molto più larghi, come se il tuo dito si fosse improvvisamente assottigliato
  • per costituzione hai un problema nell’indossare gli anelli: le nocche sono larghe, per cui hai bisogno di un anello abbastanza grande, ma poi una volta indossato risulta largo, perché la base del dito è molto più stretta
  • soffri di gonfiori alle mani in particolare in alcuni momenti della giornata
  • vuoi regalare alla tua dolce metà l’anello di fidanzamento, ma vuoi che lo possa indossare immediatamente, senza aspettare di farlo stringere dal gioielliere
  • desideri indossare l’anello del tuo fidanzato, o di una persona cara che non c’è più (come ad esempio gioielli di famiglia o ereditati) ma non vuoi rischiare di danneggiarlo con un intervento definitivo
  • vuoi spostare l’anello su un altro dito, anche provvisoriamente
  • indossi spesso anelli di bigiotteria che non si possono far stringere da un orafo
  • desideri indossare due anelli assieme su uno stesso dito, senza che girino e si graffino fra loro
  • applichi spesso delle creme o delle lozioni (anche per lavoro) e non vuoi rischiare che i tuoi anelli scivolino via, oppure sei preoccupata di perdere il tuo anello al mare spalmandoti di crema solare
  • hai tanti anelli da stringere e non vuoi spendere un capitale per indossarli
  • il tuo anello ha una pietra grande e importante, che però scivola spesso verso il basso, dalla parte del palmo della mano, dandoti fastidio nelle normali attività quotidiane ed impedendo al mondo di ammirare la bellezza della tua pietra preziosa!
  • il tuo anello ha un’incisione che non vuoi “tagliare via” facendo stringere l’anello in laboratorio
  • hai regalato un anello prezioso a tua figlia, ma per ora le è troppo grande, però lo indosserà anche da grande e quindi stringerlo sarebbe un errore

Anch’io mi sono ritrovata in alcune di queste situazioni, in particolare a causa di una importante perdita di peso. Per questo motivo ho testato un prodotto nuovo, di cui vorrei parlarti brevemente.
Sono sempre stata diffidente a portare i miei anelli dal gioielliere, perché a causa di alcune esperienze non proprio positive ho sempre paura di ritrovarmeli danneggiati o aspettare troppo tempo per indossarli. Inoltre non tutti gli anelli per cui avrei bisogno di un riadattamento di misura sono realizzati in metalli preziosi, quindi la spesa non è sempre giustificata dal valore dell’oggetto.
Può succedere anche che per svariati motivi possa in seguito esserci utile riportare l’anello alla sua misura iniziale, quindi una soluzione non definitiva sarebbe l’ideale.
Forse avrai già sentito parlare dei riduttori in plastica o metallo per anelli: io ho cercato a lungo delle informazioni a riguardo e ho testato due diverse marche di questi prodotti, ma i miei preferiti sono sicuramente loro…

i Ring Snuggies

Ring Snuggies riiduttori per anello

Cos’è

La confezione standard di Ring Snuggies contiene 6 diversi riduttori in misure assortite di sezione tonda o ovale, a seconda della forma del tuo anello, per avere il riduttore adatto ad ogni situazione comodamente a portata di mano, per anelli da 2 a 6 mm di spessore.
I riduttori di sezione ovale sono consigliati anche per unire assieme più anelli e mantenerli in posizione.
Non avrai quindi il problema di dover scegliere la misura: nel pacchetto c’è sicuramente quella giusta per te!

riduttori per anelli in pvc
Esiste anche la versione Jumbo pack, con due misure extra-large di sezione tonda, nel caso l’anello sia molto più largo della tua misura o tu voglia indossare un anello maschile.
Il prodotto è fatto negli Stati Uniti da una ditta a conduzione familiare e viene confezionato da disabili, quindi acquistarlo è utile anche ad aiutarli (e loro sono orgogliosissimi del loro lavoro)!

Materiali

Ogni riduttore è realizzato in pvc trasparente, quindi completamente invisibile con ogni tipo di metallo e di colore della pelle, ma anche sicuro sull’anello (motivo per cui io preferisco i riduttori in plastica a quelli in metallo, che possono graffiare l’anello su cui vengono applicati, specialmente se di bassa qualità).
Il materiale è ipoallergenico e quindi perfetto da indossare anche per molte ore (ha anche la certificazione medica) e si può indossare anche dopo aver messo l’anello al dito, senza doverlo sfilare nuovamente, anzi sono gli unici ad essere stati disegnati apposta per questo (in particolare se hai problemi alle nocche o di gonfiori è l’unica soluzione possibile per te!).
Il materiale è molto duttile: si può bagnare in acqua tiepida prima di utilizzarlo la prima volta oppure se risulta difficile rimuoverlo per ammorbidire la plastica: in questo modo sarà molto più facile posizionarlo.
Inoltre è possibile tagliarlo della misura necessaria utilizzando un comune taglierino, in modo che sia confortevole da indossare e non risulti troppo stretto.

Come si usa

riduttore anello ridurre anello

Il riduttore stringe l’anello da 1 a 2 misure.

Va indossato con il taglio rivolto verso l’esterno, in modo da non provocare fastidio di alcun tipo ed evitare le perdite accidentali.

Personalmente lo trovo molto comodo, ho finalmente ripreso ad utilizzare anelli che avevo messo in un cassetto da tempo e mi sento tranquilla anche per il futuro: so che in questo modo posso sempre indossare gli anelli a me cari, senza dover per forza intervenire drasticamente e preservandone tutta la bellezza immutata…e anche il risparmio economico è notevole!

adattare misura di un anello

Se desideri provare questo prodotto, lo puoi prenotare con un preordine sul mio sito oppure via email scrivendomi di quante confezioni hai bisogno!

La parola dell’anno 2018: serenità

La parola dell'anno per il mio 2018 è serenità

serenità
se·re·ni·tà/
sostantivo femminile
  1. La condizione del cielo quand’è sgombro di nubi e del tempo quando il cielo è così.
    • fig.
      Assenza di turbamento, interpretabile come limpida armonia spirituale ( è di una s. edificante ), pacata o rassegnata tranquillità ( sopportare con s. le traversie della vita ), distaccata obiettività ( s. di giudizio ).
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera:
 Serenità è il termine con cui si descrive la condizione emotiva individuale caratterizzata, a livello interiore ed esteriore, da tranquillità e calma non solo apparente, ma talmente profonda da non essere soggetta, nell’immediato, a trasformazioni di umore, ad eccitazioni o perturbazioni tali da modificare significativamente questo stato di pace. La serenità è una componente rilevante nel costituire il benessere emotivo dell’uomo; secondo alcune teorie essa è talmente rilevante da costituire una condizione necessaria e sufficiente per la felicità dell’essere umano.

 

Anche quest’anno, come l’anno scorso, ho scelto una parola dell’anno che sappia guidarmi nei giorni che verranno.

 

Dopo una lunga riflessione ho capito che la parola giusta era quella che continuava a venirmi in mente anche mentre non ci pensavo affatto, quella che mi sembrava contenere tutti gli altri significati: semplificazione, coraggio, cambiamento e resilienza.

 

La parola dell’anno 2018 per me è SERENITA’.

 

New freedom era la parola del 2017 e mi ha portato davvero ciò che cercavo, nonostante per molti versi sia stato un anno difficile. Ho capito che spesso ciò che ci può portare una parola può assumere caratteristiche reali molto diverse rispetto a come ce le immaginiamo; nel mio caso la libertà e la novità sono state in parte quelle che desideravo per Daffodil, ma non solo, soprattutto a livello personale.

 

Proprio per questo sento che SERENITA’ è ciò di cui ho bisogno adesso: quel cielo libero dalle nuvole, pulito, la voglia di calma, pulizia interiore e tranquillità.
Voglio trovare il posto giusto per tutte le cose in questo 2018, voglio che gli spazi esterni diventino sempre più gli spazi del cuore, voglio fare posto a ciò che davvero conta.
La tranquillità di non rimandare più, la voglia di affermare i miei bisogni. Con il sorriso sulle labbra e meno peso dentro.

 

Anche il fatto che la parola di quest’anno sia in italiano la dice lunga: solitamente mi esprimo meglio con l’inglese, trovo questa lingua può adatta a contenere concetti vasti, più immediata ed universalmente condivisibile per chi mi legge.
Serenità però rimanda al mondo che amo, al profumo della primavera della campagna friulana che inizio già a sentire nell’aria. A ciò che mi fa stare bene, senza fronzoli. E per questo non poteva che essere una parola italiana.

 

Decidere di parlarti della mia parola speciale il giorno più triste dell’anno (Blue Monday) è bellissimo: significa spazzare via con l’ottimismo un po’ di pessimismo che non aiuta nessuno, significa per me riuscire a essere migliore, almeno per un attimo.

 

Alla fine la serenità penso sia la chiave per la strada verso la felicità. E chi non vorrebbe essere felice?

 

Se ti va, raccontami la tua parola dell’anno e facciamole crescere assieme.
Angela

Le ricette del Daffodil Cottage per l’ora del tè: biscottini “Five o’clock”

Biscotti al burro e panna Five o'clock per l'ora del tè

A causa delle feste la golosità del mese pensata per rendere speciale il tè delle cinque secondo l’usanza del Daffodil Cottage è un po’ in ritardo, ma c’è sempre tempo per una coccola con le amiche davanti a una tazza della nostra bevanda preferita!

Realizza con noi i biscottini “Five o’clock”, secondo l’originale ricetta inglese!

Come sempre ho usato ingredienti a basso contenuto di latte, per gli intolleranti al lattosio, ma puoi realizzare la stessa ricetta anche in versione “normale”.

biscotti 1

Ingredienti per 50/60 biscotti:

  • 225 gr di burro
  • 250 gr di farina 00
  • 80 ml di panna senza lattosio
  • 120 gr di zucchero a velo vanigliato
  • farina per spolverare ed addensare q.b.

Biscotti al burro e panna Five o'clock per l'ora del tè

Procedimento:

In una terrina mescola il burro ammorbidito tagliato a cubetti, la farina, lo zucchero a velo e la panna liquida versata a filo.
Se l’impasto risulta ancora appiccicoso aggiungi della farina fino a quando riuscirai ad ottenere un panetto abbastanza solido per essere steso.
Impasta il più possibile gli ingredienti e trasferisci l’impasto su una spianata di legno coperta di carta da forno, che avrai cosparso di farina. Spolvera per bene il mattarello con abbondante farina e inizia a stendere il composto fino a formare uno strato di circa 1 cm di spessore.
Taglia i biscotti con la tua forma preferita (noi abbiamo scelto il cuore) e disponili su una teglia con la carta da forno.
Cuoci in forno statico preriscaldato a 180 gradi per una quindicina di minuti circa, controllando spesso che il colore rimanga chiaro.
Sforna i biscotti e goditeli con una tazza di tè fumante e un’amica speciale!

Biscotti al burro e panna Five o'clock per l'ora del tè

Consigli:

 

Al Daffodil Cottage amiamo i biscottini da tè al burro assieme a un tè british classico Earl Grey profumato al bergamotto.

Buon tè delle cinque!

Angela

La pietra del mese di dicembre: il turchese

La pietra dei nati a dicembre è il turchese

 

La pietra per i nati nel mese di dicembre è: il turchese.

La storia

Il turchese è una pietra i cui colori variano dal blu al verde al giallo, con striature marroni e nere, formate da depositi di rame.

Non si sa con certezza quando venne scoperto, ma si crede che nella preistoria venisse già apprezzato in quanto veniva utilizzato per intagliare degli oggetti che sono stati poi ritrovati nelle tombe e nei siti archeologici di tutto il mondo.

E’ stato usato in religione, arte, commercio, nelle negoziazioni e come un tesoro dei gioielli di molti regni, fra cui gli antichi Egizi, Cinesi, nella mitologia azteca o dai Nativi Americani, ed è per questo noto che è considerata un pietra di vita, bellezza e buona fortuna.

Gli effetti

Il turchese è considerato la pietra della comunicazione: incoraggia l’entusiasmo, ispira nuovi progetti,porta alla luce abilità artistiche sconosciute.

Il turchese dona anche capacità di comprensione e aumenta l’attenzione al dettaglio, oltre ad attrarre prosperità e successo.

Le linee di matrice di rame al suo interno procurano molta energia a chi lo indossa.
Questa potrebbe essere la ragione per cui la pietra è stata ritenuta a lungo un potentissimo talismano con proprietà curative.

Si ritiene che aiuti a parlare, aumenti la resistenza ai virus, allevi i mal di gola e le allergie.

Le varianti e gli abbinamenti

Il turchese ha una tipica lucidità simile alla cera.

Alcuni turchesi sono tinti per aumentarne la vivacità del colore.

La maggior parte dei turchesi vengono stabilizzati per aumentarne la resistenza e la lucidatura.

Viene estratto in tutto il mondo e ogni luogo produce pietre di colori diversi, dall’azzurro cielo intenso senza venature del turchese Sleeping Beauty dell’Arizona, al grezzo, giallo e densamente striato turchese africano.

Il gesso turchese è una forma di turchese naturale la cui consistenza ricorda quella del gesso bianco; viene tinto e stabilizzato per realizzare pietre abbastanza solide per l’utilizzo in gioielleria.

Il turchese è un composto idrato di rame e alluminio, quindi perde colore quando perde acqua.
Per evitarlo è utile bagnarlo periodicamente, come si fa con le piante, con acqua salata pura per ravvivarne o mantenerene il colore (un esempio? L’acqua salata tinge di verde anche la statua della libertà, realizzata in puro rame!)

Il turchese è poroso, quindi i prodotti chimici possono danneggiarlo.
Puoi pulirlo anche spesso con acqua pura e un panno morbido.

L’olio naturalmente contenuto nella nostra pelle nutre il turchese e lo lucida quando lo indossi. Se il turchese è stato montato sull’argento, indossarlo spesso aiuterà anche ad evitare che l’argento annerisca.

Non pulirlo con il detergente per lucidare l’argento e non conservarlo vicino ad altri materiali che possono graffiarlo.

Il turchese può stingere alla luce del sole diretta, per causa dell’eccessiva sudorazione, candeggina o detergente per piatti.

L’abbinamento più classico è con l’argento e il corallo rosso, specialmente per i gioielli del sudovest.

Il turchese si combina però bene anche con l’ambra, i cristalli Swarovski più scintillanti, l’Hemalyke, la giada tinta, o la serpentina.

Anche le pietre con una texture si abbinano bene al turchese: le conchiglie heishi, la pietra del sole, la labradorite e la pietra della luna arcobaleno.

Per far davvero girare tutti i passanti, prova a far realizzare un gioiello con un turchese, corallo rosso e corniola arancio fuoco!

Il gesso turchese esiste anche in un rosa fucsio intenso, verde lime e azzurro uova di pettirosso, per aumentare le possibilità di combinazioni!

Se cerchi l’eleganza assoluta sono perfette le perline di metalli preziosi con il turchese blu Sleeping Beaty dell’Arizona.

Fra i gioielli Daffodil ora puoi trovare il turchese in queste creazioni:
bracciale Taboo
bracciale Vodoo
orecchini Taboo

Se conosci qualcuno nato a dicembre la pietra adatta per lui è il turchese!

 

Angela

Cos’è quella patina verde-scura sugli orecchini?

Patina verde su orecchini Photo by Nithya Ramanujam on UnsplashIn molte mi scrivete preoccupate per un fenomeno che osservate in particolare sui vostri orecchini: una strana patina di colore verde o nera, che si presenta sul lobo e sui perni degli orecchini stessi, macchiando la pelle e a volte provocando anche un leggero fastidio.
Spesso, erroneamente, questo fenomeno viene associato all’allergia agli orecchini oppure all’allergia al nichel (caratterizzata da rossore, prurito e a volte gonfiore nei punti di contatto), che però in questo caso non c’entrano nulla.
E allora di cosa si tratta?
E’ puramente di un fenomeno estetico che non deve preoccuparti.
E’ una normale reazione del sudore o del pH naturale della pelle stessa  (è diverso in ognuno di noi) con i gioielli o i bijoux che indossi. E’ dovuto alla presenza di rame nel gioiello stesso e si presenta quando il gioiello è a stretto contatto con la pelle per lungo tempo (è più difficile osservare il fenomeno con bracciali e catene, perché si muovono molto, mentre è più comune con orecchini ai lobi e anelli).
Quasi tutti i bijoux in commercio infatti (ma in realtà anche l’oro stesso) non sono mai composti da metalli puri, ma presentano spesso tracce di rame nella loro composizione, in misure variabili.
A contatto con il sudore della pelle il rame crea dei sali che rilasciano delle piccole tracce sulla pelle e si ossidano, colorandola di nero, blu o verde.
Il problema può diventare molto più evidente in una giornata afosa, quando la pelle suda di più.
Per evitare questa problematica potresti acquistare bigiotteria in acciaio inox oppure in argento titolato 925, che contiene bassissime percentuali di rame (ma potrebbe comunque darti il problema, anche se in misura decisamente minore).
Per utilizzare i bijoux e i gioielli che già possiedi senza queste orrende macchie sulla pelle, ti consiglio comunque l’acquisto del nostro prodotto per soggetti allergici, perché con una confezione puoi trattare moltissimi bijoux con il suo effetto barriera e svolge anche un’azione contro lo scolorimento del metallo stesso del gioiello (quando la biogiotteria diventa rosa o rossa), basta applicarlo con l’apposito pennellino sul metallo stesso, seguendo le istruzioni. E’ una soluzione economica e di durata medio-lunga, che puoi effettuare facilmente da sola e ti permetterà di tornare a indossare i tuoi monili preferiti. Lo trovi qui.
Ti consiglio comunque di togliere i bijoux specialmente quando ti lavi e di evitare l’utilizzo di creme o saponi aggressivi, che cambiano il pH della pelle e possono peggiorare la situazione rendendola ancora più acida.
Cerca di pulire spesso i gioielli dopo l’uso con un panno morbido, in modo che il processo di ossidazione non continui.
P.S. Presto avremo disponibili anche prodotti per la pulizia naturali, se ti iscrivi alla newsletter ne sarai informata!
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