La parola dell’anno 2020: consapevolezza

La parola del 2020 è consapevolezza

/con·sa·pe·vo·léz·za/

sostantivo femminile

  1. Cognizione, coscienza: aver piena c. di qualcosa, esserne perfettamente al corrente.

Un nuovo anno è iniziato, dopo un periodo difficile e intenso, ma in cui non ho avuto dubbi su quale dovesse essere il mio nuovo mantra in grado di ispirarmi nei prossimi dodici mesi.

La parola dell’anno 2020 per me è CONSAPEVOLEZZA.

Semplificare era la parola del 2019. Ci sono riuscita? In parte sì, anche se il lavoro è ancora molto, specialmente per quanto riguarda la semplificazione dei miei canali social e della gestione del backoffice. Alcuni risultati li ho però già ottenuti e conoscendomi non era scontato che ci riuscissi. Sono contenta di questo, ma soprattutto del fatto che scegliere questa parola lo scorso anno mi ha creato l’abitudine a togliere un po’ di cose superflue e ad apprezzare maggiormente lo spazio vuoto, il silenzio e la calma.

 Per questo nuovo anno e nuovissimo decennio mi auguro di vivere la vita con una tranquillità diversa, meno frenetica ed immersa nei sogni, più concreta, realistica è focalizzata sui miei obiettivi.

Ho lentamente acquisito, nel corso dei mesi e degli anni, una sensazione nuova, che si è intensificata negli ultimi tempi.

Ma in che senso considero importante la consapevolezza?

A livello personale

Guardare dentro di me, confrontarmi, leggere molto, mi ha fatta rendere conto che l’essere una persona altamente sensibile (HSP), come ho scoperto alcuni mesi fa in modo più approfondito, ha lati sicuramente difficili ma anche bellissimi.

Ho sempre saputo di essere particolarmente sensibile, facilmente esposta in un mondo in cui spesso le emozioni prevalenti non sono certo le più delicate, ma non mi ero mai fermata a pensare come questo lato così delicato di me sia allo stesso tempo la causa principale di ciò che riesco a tirar fuori. La mia visione artistica che trova oggi espressione in Daffodil deriva dal mio modo sensibile di vedere la vita, ed è per questo la risorsa più preziosa che ho, nonostante spesso sia difficile essere capiti quando si desidera solo rifugiarsi nel proprio mondo.

Sapere che ciò che sono basta è una consapevolezza nuova, nonostante io possa comunque sempre essere una persona migliore, ma se sono felice con me stessa in fondo va bene così ed è sufficiente. Ho dei limiti da rispettare per avere più amore verso me stessa.

A livello ambientale

In un mondo in cui non possiamo più chiudere gli occhi e fare finta che niente di grave stia accadendo a livello globale, avere consapevolezza del fatto che sia giunta l’ora di agire davvero e di spronare chi di dovere a fare qualcosa a riguardo è un obiettivo importante da prefiggersi, anche nel nostro quotidiano.

Salvare il possibile e smetterla di sentirci indistruttibili è la missione dei nostri giorni, a cui anche io sto cercando di rispondere abolendo più plastica possibile dal processo produttivo, dal packaging e riutilizzando vari oggetti vintage nelle mie strumentazioni, arredi ed oggetti creati in laboratorio.

Per non perdere la speranza, anche quando il mondo sembra solo popolato da ignoranti ed arroganti.

A livello sociale

Questi ultimi anni mi hanno insegnato che spesso sono stata ingenua, che il mio entusiasmo per le collaborazioni non è per forza lo stesso dall’altra parte, che non sempre il riscontro è immediato come me lo ero immaginata, che le persone sono spesso difficili da capire e non semplicemente disponibili come mi sembrerebbe naturale che fossero. Per me un’occasione di aiuto a vicenda è sempre importante, ma non per tutti è così.

Le porte in faccia sono servite, oltre che a farmi cambiare approccio, anche a fortificarmi e proteggermi di più.

Ci vuole calma, programmazione e sangue freddo, i risultati sono spesso difficili da comunicare al mondo, ma la passione di anime simili, con tanta pazienza, si può trovare e coltivare pian piano, senza fretta.

A livello lavorativo

L’esperienza di agosto 2019 al M.A.D.A. Temporary Store di Cividale mi ha obbligato a fermarmi e a chiedermi cos’è davvero Daffodil oggi. Messa davanti all’esigenza di spiegarlo agli altri, l’ho chiarito anche a me stessa, trovando parole nuove per descriverlo e trasformare l’idea nella mia mente in una direzione concreta da seguire come una bussola.

Ci saranno sicuramente altre variazioni in futuro, ma la direzione ora è più certa è definita ed è una cosa a cui aspiravo da tanto tempo.

La consapevolezza per me ha quindi già iniziato ad assumere significati molto belli e profondi ogni giorno, su cui in ogni occasione possibile mi piace fermarmi brevemente a riflettere, qualunque cosa io stia facendo.

È incredibile come focalizzare l’attenzione su una cosa così piccola come una parola sia allo stesso tempo uno stimolo continuo ed un conforto capace di accompagnarci nella vita quotidiana.

Se ti va, ora raccontami anche la tua parola dell’anno, mi piacerebbe conoscere la tua ispirazione.
Angela

Incollare un orecchino staccato: come fare

Orecchini-bigiotteria-orecchino-rotto-riparare

Il problema più ricorrente, dopo quello dell’allergia al nichel, fra le mie clienti riguarda una cosa che succede a tutte prima o poi: un perno degli orecchini si stacca dal davanti dell’orecchino stesso, lasciando orfano l’altro.

La soluzione migliore in questi casi è rivolgersi a chi, come me, ha gli strumenti adatti per effettuare la riparazione, ma se questo non è possibile o vuoi provarci da sola in questo tutorial ti dico come fare.

  1. Pulisci la base e l’orecchino
    E’ importante pulire la base dell’orecchino che si è scollata e l’orecchino stesso con poco alcol (quello rosa utilizzato in casa normalmente), in modo da eliminare residui secchi di colla, unto, sudore e qualsiasi altra impurità che potrebbe impedire alla colla di aderire bene
  2. Scegli la colla giusta
    Per le piccole riparazioni casalinghe di questo tipo, in mancanza di prodotti professionali specifici, ti consiglio di usare una colla adesiva potente ma in formula gel, come potrebbe essere ad esempio la Super Attack Flex Gel (non la versione tradizionale per intenderci, perché potrebbe non funzionare su tutti i materiali)
  3. Applica la colla
    Metti una goccia di colla sul perno dell’orecchino e premilo bene sulla parte anteriore, mantenendo in posizione per alcuni secondi e continuando a premere assieme leggermente le due parti. Fai attenzione a non macchiare di colla la parte anteriore dell’orecchino: gli acidi della colla potrebbero rovinarlo o scolorirlo. Indossa dei guanti usa e getta aderenti per proteggerti le dita mentre maneggi la colla ed evita di respirarne direttamente i vapori.
  4. Fai asciugare
    Attendi almeno una notte affinché la colla indurisca bene. Durante questo tempo lascia l’orecchino appoggiato dentro una scatolina in modo che rimanga sempre a testa in giù: in questo modo la colla aderirà meglio senza muoversi, sfruttando anche la gravità!
  5. Indossa il tuo orecchino
    Ora sei pronta per indossare di nuovo il tuo orecchino!

Facile no? In pochi minuti potrai riparare tutti gli orecchini che aspettano da tanto tempo in fondo al cassetto, e ricominciare ad indossarli!

Angela

La parola dell’anno 2019: semplificare

La parola del 2019 è semplificare

semplificare
/sem·pli·fi·cà·re/
transitivo
  1. 1.
    Rendere più semplice, agevolare, facilitare (anche + a ): s. una procedura; s. la contabilità di un’azienda, l’amministrazione dello stato; la tecnologia ci può s. la vita; anche tr. pronom..
    “semplificarsi la vita”
E’ gennaio e come ormai conseuetudine per me da alcuni anni, in questi ultimi giorni di festa rifletto sui progetti per l’anno che è appena iniziato.
Questa volta è stato più semplice scegliere, perchè avevo in mente questa cosa da diverso tempo ed aspettavo solo l’occasione per fare ordine ed inziare.

 

La parola dell’anno 2019 per me è SEMPLIFICARE.

 

Serenità era la parola del 2018 e nonostante non sia stato sempre facile, ho cercato di tenerla sempre a mente. Il 2018 è stato un anno con un calendario più fitto di eventi del solito, mi ha visto sempre indaffarata dietro mille cose, anche se le ho affrontate tutte con una consapevolezza nuova, come volevo che fosse. Ci sono stati degli imprevisti più belli rispetto all’anno precedente, che mi hanno fatto sentire più vicina a quella serenità che il mio cuore desiderava.

 

Ora ho bisogno di fare pulizia, tenere soltanto l’essenziale e concentrarmi su quello. Da qui è partita la decisione di mettere in fine serie alcune linee di gioielli che non voglio più riproporre, ma ho anche iniziato a disiscrivermi da quelle mailing list che intasavano il mio pc e mi costringevano a sprecare tempo prezioso a buttare via email che non leggevo mai.
A breve sarà la volta dei social network, su cui piano piano farò un defollow drastico, oltre che del lab che ha già ricevuto una bella sistemata “fisica”.
Voglio che il 2019 mi porti la capacità di scegliere, di alleggerirmi, di sentirmi più libera e di far spazio a tutto ciò che di nuovo verrà: nuove idee, nuovi acquisti, nuovi progetti, nuovi sviluppi.
Sono consapevole che nemmeno questa sfida sarà semplice, che i risultati possono essere inaspettati, che il tempo è poco e la stanchezza è sempre tanta. Alla fine però la cosa migliore della scelta della parola dell’anno è proprio questa: il trovare il tempo necessario a fermarsi e riflettere sulla direzione che voglio prendere, per poi liberarmi di questi pensieri in questo mio/vostro/nostro spazio di tranquillità.
Voglio trovare in ogni mese dell’anno la bellezza di fermarmi un attimo e capire cosa posso semplificare, rendere più veloce e più bello per ME soltanto.
Se ti va, raccontami la tua parola dell’anno e facciamole crescere assieme.
Angela

La parola dell’anno 2018: serenità

La parola dell'anno per il mio 2018 è serenità

serenità
se·re·ni·tà/
sostantivo femminile
  1. La condizione del cielo quand’è sgombro di nubi e del tempo quando il cielo è così.
    • fig.
      Assenza di turbamento, interpretabile come limpida armonia spirituale ( è di una s. edificante ), pacata o rassegnata tranquillità ( sopportare con s. le traversie della vita ), distaccata obiettività ( s. di giudizio ).
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera:
 Serenità è il termine con cui si descrive la condizione emotiva individuale caratterizzata, a livello interiore ed esteriore, da tranquillità e calma non solo apparente, ma talmente profonda da non essere soggetta, nell’immediato, a trasformazioni di umore, ad eccitazioni o perturbazioni tali da modificare significativamente questo stato di pace. La serenità è una componente rilevante nel costituire il benessere emotivo dell’uomo; secondo alcune teorie essa è talmente rilevante da costituire una condizione necessaria e sufficiente per la felicità dell’essere umano.

 

Anche quest’anno, come l’anno scorso, ho scelto una parola dell’anno che sappia guidarmi nei giorni che verranno.

 

Dopo una lunga riflessione ho capito che la parola giusta era quella che continuava a venirmi in mente anche mentre non ci pensavo affatto, quella che mi sembrava contenere tutti gli altri significati: semplificazione, coraggio, cambiamento e resilienza.

 

La parola dell’anno 2018 per me è SERENITA’.

 

New freedom era la parola del 2017 e mi ha portato davvero ciò che cercavo, nonostante per molti versi sia stato un anno difficile. Ho capito che spesso ciò che ci può portare una parola può assumere caratteristiche reali molto diverse rispetto a come ce le immaginiamo; nel mio caso la libertà e la novità sono state in parte quelle che desideravo per Daffodil, ma non solo, soprattutto a livello personale.

 

Proprio per questo sento che SERENITA’ è ciò di cui ho bisogno adesso: quel cielo libero dalle nuvole, pulito, la voglia di calma, pulizia interiore e tranquillità.
Voglio trovare il posto giusto per tutte le cose in questo 2018, voglio che gli spazi esterni diventino sempre più gli spazi del cuore, voglio fare posto a ciò che davvero conta.
La tranquillità di non rimandare più, la voglia di affermare i miei bisogni. Con il sorriso sulle labbra e meno peso dentro.

 

Anche il fatto che la parola di quest’anno sia in italiano la dice lunga: solitamente mi esprimo meglio con l’inglese, trovo questa lingua può adatta a contenere concetti vasti, più immediata ed universalmente condivisibile per chi mi legge.
Serenità però rimanda al mondo che amo, al profumo della primavera della campagna friulana che inizio già a sentire nell’aria. A ciò che mi fa stare bene, senza fronzoli. E per questo non poteva che essere una parola italiana.

 

Decidere di parlarti della mia parola speciale il giorno più triste dell’anno (Blue Monday) è bellissimo: significa spazzare via con l’ottimismo un po’ di pessimismo che non aiuta nessuno, significa per me riuscire a essere migliore, almeno per un attimo.

 

Alla fine la serenità penso sia la chiave per la strada verso la felicità. E chi non vorrebbe essere felice?

 

Se ti va, raccontami la tua parola dell’anno e facciamole crescere assieme.
Angela

2017: new freedom

Questo è il primo lunedì del 2017 per me e la mia Daffodil Bijoux.

Ho finalmente scelto anche io, come suggerito da Gioia Gottini (@gioiacoach), una parola che sarà il mio mantra per il 2017.

NEW FREEDOM sarà la frase che accompagnerà questo nuovo anno, che sarà ricco di tanti nuovi progetti che voglio realizzare da molto tempo.

La libertà è ciò che desidero di più in questo momento, libertà di fare e creare, ma anche e soprattutto di crescere, di rendere tutto più concreto e definitivo.
Libertà di sognare in grande e crederci fino in fondo, senza rimpianti.
Il lavoro che amo è libertà, ma anche novità in continua evoluzione e quindi anche le due parole, prese singolarmente, sono molto significative per me in questo momento.

New freedom parola dell'anno 2017 per Daffodil Bijoux

Andrò avanti passo dopo passo verso la mia nuova libertà , facendo tante scelte, cercando di non commettere troppi sbagli, affidandomi a voi per ascoltarvi e creare ciò che il vostro cuore vorrebbe stringere fra le mani. 

Il piccolo Daffodil Cottage è pronto ad accogliervi, davanti ad una bella tazza di tè fumante e circondate dal profumo dei fiori del nostro giardino segreto, per rendere speciale ogni vostro più piccolo momento…

Io ci sarò….e voi venite con me?

Angela

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 6.300 volte nel 2014. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 5 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Ripartire

orecchini in Swarovski Tender Love Daffodil Bijoux

Eccoci qua, un nuovo inizio. 2015. Finite le feste, mi ritrovo a far i conti con i progetti per il futuro, a stilare la lista delle cose da fare, riordinare, migliorare. A districare il caos che si è formato negli ultimi tempi quando, presa da fiera e mercatini vari, non ho avuto un attimo di tempo libero per sistemare al meglio le attrezzature e i materiali.

Ricomincio dall’organizzare lo studio, facendo nel frattempo piccole bozze dei disegni delle prossime creazioni.

orecchini in Swarovski Tender Love Daffodil Bijoux

Voglio cambiare un pò la produzione di Daffodil Bijoux, dando più importanza ai componenti naturali dei bijoux e al loro essere pezzi unici.

Mi piacerebbe lavorare ancora con il legno, che avete così tanto apprezzato ultimamente, per produrre modelli speciali e ricercati, che possano davvero distinguere chi li indossa a prima vista e che non siano qualcosa di “già visto”.

Gioielli sempre più artigianali, creati con amore vero e personalizzati secondo i vostri desideri, giocando con fili di cotone, pietre naturali, vetri e tanto altro, in edizioni limitate ed esclusive. Nuovi orecchini, anche a lobo, bracciali fantasiosi e collane importanti.
Forse chissà, perfino una piccola collezione di spille in soutache…

cuori in legno, pizzo e feltro Daffodil Bijoux

E poi ancora piccoli progetti di home decor, gessetti profumati e quant’altro, per rendere speciali i vostri eventi più amati e i vostri gesti più veri.

Senza naturalmente dimenticare la dimensione online: un sito sempre più funzionale, con piccole migliorie tecniche e dettagli estetici sempre più personali.

In marcia allora, visto le tante cose da fare: senza mai perdere l’entusiasmo di donarmi e donarvi cose belle, da custodire come piccoli tesori.

Angela

 

Collaborare con Daffodil Bijoux

collaborare con Daffodil Bijoux

Matthias Haker Photography

Da molto tempo ricevo proposte di fashion blogger o di semplici persone che decidono di aprire un blog per fare delle recensioni, chiedendo un prodotto o più in omaggio per scrivere un post su Daffodil Bijoux. I grandi marchi hanno però abituato chiunque abbia un blog a chiedere un prodotto gratis, perchè per loro non fa differenza avendo un’enorme produzione. Purtroppo, oltre a pochi blogger seri (che non lavorano elemosinando prodotti da chiunque produca qualcosa, ma si comprano i prodotti di cui parlano), ci sono anche una buona parte di individui interessati solamente ad avere qualcosa senza pagarlo, che non curano per nulla il blog e parlano di qualunque cosa senza senso, in un’accozzaglia infinita di pseudorecensioni scritte una dopo l’altra.
Sono anche stanca di gente che vuol semplicemente copiare quello che faccio, spacciando per sua una mia idea a cui ho lavorato per diverso tempo, partendo dal disegno stesso, per farla mia.
Per questo motivo ho deciso di chiarire i seguenti punti, sulla base di quanto fatto da altre mie colleghe, come ad esempio Sara.

Daffodil Bijoux collabora solo con:

  • richieste di collaborazione pertinenti a ciò di cui ci occupiamo: blog o siti di artigianato, moda, wedding, giovani
  • persone che apprezzano il valore di un oggetto fatto a mano (e non chiedono in omaggio i nostri prodotti, perchè sono pezzi unici e sono il frutto di ore di mio lavoro, non sono prodotti in serie)
  • blog con un numero sufficientemente alto di followers
  • siti e pagine aggiornate e curate, in linea con il nostro stile e di nostro gradimento
  • recensionisti sinceri, che dicono cosa pensano ai loro lettori e non scrivono solo in cambio di qualcosa
  • persone che rispettano il nostro marchio e la nostra vision, proponendosi con serietà e umiltà, oltre che con educazione
  • persone propositive, che offrono tipi di collaborazioni stimolanti: servizi fotografici di prodotti (anche per cerimonie o matrimoni), riviste cartacee e online.

Le richieste verranno scelte e accettate a nostra discrezione, privilegiando i professionisti rispetto agli hobbisti e ai privati.

Non voglio sembrare scortese o ingrata, ma credo che una persona a cui piace seriamente quello che facciamo e rispetta il lavoro degli altri, se vuole fare conoscere la nostra realtà lo può fare anche senza avere un tornaconto personale.
 Credo sia importante collaborare per crescere assieme, per dare spazio a chi lo merita davvero. Sono disponibile a effettuare scambi di articoli e di link con chiunque, purchè capisca anche il mio punto di vista e il valore di ciò che offro.

 

Daffodil Bijoux tifa per gli azzurri ai Mondiali del Brasile 2014!

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Daffodil Bijoux sostiene gli Azzurri durante il Mondiale Brasile 2014!

Forza Azzurri!!

Come togliere un anello incastrato

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(credits: foto dal web)

A tutte noi è capitato di mettere un anello, magari dopo molto tempo che non lo indossavamo, e ritrovarci poi con il dito intrappolato, che non ne vuole proprio sapere di uscire. Capita a causa del gonfiarsi delle mani e dei piedi per il caldo, lo stress, la circolazione sanguigna. Di solito basta attendere un pò o ricorrere al sapone, che lo fa scivolare con facilità, ma a volte non basta.

Per i casi “estremi” in cui è necessario togliere subito l’anello in questione fate così:

1 –  avvolgete un filo di cotone sul dito davanti all’anello, fino ad arrivare il più vicino possibile

2 –  fate passare lentamente il filo sotto l’anello

3 –  tirate il filo verso di voi, facendo scivolare l’anello fuori dal dito!

Semplice ed immediato!

Spero di esservi stata utile…

Angela