La pietra del mese di dicembre: il turchese

La pietra dei nati a dicembre è il turchese

 

La pietra per i nati nel mese di dicembre è: il turchese.

La storia

Il turchese è una pietra i cui colori variano dal blu al verde al giallo, con striature marroni e nere, formate da depositi di rame.

Non si sa con certezza quando venne scoperto, ma si crede che nella preistoria venisse già apprezzato in quanto veniva utilizzato per intagliare degli oggetti che sono stati poi ritrovati nelle tombe e nei siti archeologici di tutto il mondo.

E’ stato usato in religione, arte, commercio, nelle negoziazioni e come un tesoro dei gioielli di molti regni, fra cui gli antichi Egizi, Cinesi, nella mitologia azteca o dai Nativi Americani, ed è per questo noto che è considerata un pietra di vita, bellezza e buona fortuna.

Gli effetti

Il turchese è considerato la pietra della comunicazione: incoraggia l’entusiasmo, ispira nuovi progetti,porta alla luce abilità artistiche sconosciute.

Il turchese dona anche capacità di comprensione e aumenta l’attenzione al dettaglio, oltre ad attrarre prosperità e successo.

Le linee di matrice di rame al suo interno procurano molta energia a chi lo indossa.
Questa potrebbe essere la ragione per cui la pietra è stata ritenuta a lungo un potentissimo talismano con proprietà curative.

Si ritiene che aiuti a parlare, aumenti la resistenza ai virus, allevi i mal di gola e le allergie.

Le varianti e gli abbinamenti

Il turchese ha una tipica lucidità simile alla cera.

Alcuni turchesi sono tinti per aumentarne la vivacità del colore.

La maggior parte dei turchesi vengono stabilizzati per aumentarne la resistenza e la lucidatura.

Viene estratto in tutto il mondo e ogni luogo produce pietre di colori diversi, dall’azzurro cielo intenso senza venature del turchese Sleeping Beauty dell’Arizona, al grezzo, giallo e densamente striato turchese africano.

Il gesso turchese è una forma di turchese naturale la cui consistenza ricorda quella del gesso bianco; viene tinto e stabilizzato per realizzare pietre abbastanza solide per l’utilizzo in gioielleria.

Il turchese è un composto idrato di rame e alluminio, quindi perde colore quando perde acqua.
Per evitarlo è utile bagnarlo periodicamente, come si fa con le piante, con acqua salata pura per ravvivarne o mantenerene il colore (un esempio? L’acqua salata tinge di verde anche la statua della libertà, realizzata in puro rame!)

Il turchese è poroso, quindi i prodotti chimici possono danneggiarlo.
Puoi pulirlo anche spesso con acqua pura e un panno morbido.

L’olio naturalmente contenuto nella nostra pelle nutre il turchese e lo lucida quando lo indossi. Se il turchese è stato montato sull’argento, indossarlo spesso aiuterà anche ad evitare che l’argento annerisca.

Non pulirlo con il detergente per lucidare l’argento e non conservarlo vicino ad altri materiali che possono graffiarlo.

Il turchese può stingere alla luce del sole diretta, per causa dell’eccessiva sudorazione, candeggina o detergente per piatti.

L’abbinamento più classico è con l’argento e il corallo rosso, specialmente per i gioielli del sudovest.

Il turchese si combina però bene anche con l’ambra, i cristalli Swarovski più scintillanti, l’Hemalyke, la giada tinta, o la serpentina.

Anche le pietre con una texture si abbinano bene al turchese: le conchiglie heishi, la pietra del sole, la labradorite e la pietra della luna arcobaleno.

Per far davvero girare tutti i passanti, prova a far realizzare un gioiello con un turchese, corallo rosso e corniola arancio fuoco!

Il gesso turchese esiste anche in un rosa fucsio intenso, verde lime e azzurro uova di pettirosso, per aumentare le possibilità di combinazioni!

Se cerchi l’eleganza assoluta sono perfette le perline di metalli preziosi con il turchese blu Sleeping Beaty dell’Arizona.

Fra i gioielli Daffodil ora puoi trovare il turchese in queste creazioni:
bracciale Taboo
bracciale Vodoo
orecchini Taboo

Se conosci qualcuno nato a dicembre la pietra adatta per lui è il turchese!

 

Angela

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Cos’è quella patina verde-scura sugli orecchini?

Patina verde su orecchini Photo by Nithya Ramanujam on UnsplashIn molte mi scrivete preoccupate per un fenomeno che osservate in particolare sui vostri orecchini: una strana patina di colore verde o nera, che si presenta sul lobo e sui perni degli orecchini stessi, macchiando la pelle e a volte provocando anche un leggero fastidio.
Spesso, erroneamente, questo fenomeno viene associato all’allergia agli orecchini oppure all’allergia al nichel (caratterizzata da rossore, prurito e a volte gonfiore nei punti di contatto), che però in questo caso non c’entrano nulla.
E allora di cosa si tratta?
E’ puramente di un fenomeno estetico che non deve preoccuparti.
E’ una normale reazione del sudore o del pH naturale della pelle stessa  (è diverso in ognuno di noi) con i gioielli o i bijoux che indossi. E’ dovuto alla presenza di rame nel gioiello stesso e si presenta quando il gioiello è a stretto contatto con la pelle per lungo tempo (è più difficile osservare il fenomeno con bracciali e catene, perché si muovono molto, mentre è più comune con orecchini ai lobi e anelli).
Quasi tutti i bijoux in commercio infatti (ma in realtà anche l’oro stesso) non sono mai composti da metalli puri, ma presentano spesso tracce di rame nella loro composizione, in misure variabili.
A contatto con il sudore della pelle il rame crea dei sali che rilasciano delle piccole tracce sulla pelle e si ossidano, colorandola di nero, blu o verde.
Il problema può diventare molto più evidente in una giornata afosa, quando la pelle suda di più.
Per evitare questa problematica potresti acquistare bigiotteria in acciaio inox oppure in argento titolato 925, che contiene bassissime percentuali di rame (ma potrebbe comunque darti il problema, anche se in misura decisamente minore).
Per utilizzare i bijoux e i gioielli che già possiedi senza queste orrende macchie sulla pelle, ti consiglio comunque l’acquisto del nostro prodotto per soggetti allergici, perché con una confezione puoi trattare moltissimi bijoux con il suo effetto barriera e svolge anche un’azione contro lo scolorimento del metallo stesso del gioiello (quando la biogiotteria diventa rosa o rossa), basta applicarlo con l’apposito pennellino sul metallo stesso, seguendo le istruzioni. E’ una soluzione economica e di durata medio-lunga, che puoi effettuare facilmente da sola e ti permetterà di tornare a indossare i tuoi monili preferiti. Lo trovi qui.
Ti consiglio comunque di togliere i bijoux specialmente quando ti lavi e di evitare l’utilizzo di creme o saponi aggressivi, che cambiano il pH della pelle e possono peggiorare la situazione rendendola ancora più acida.
Cerca di pulire spesso i gioielli dopo l’uso con un panno morbido, in modo che il processo di ossidazione non continui.
P.S. Presto avremo disponibili anche prodotti per la pulizia naturali, se ti iscrivi alla newsletter ne sarai informata!
Altri articoli sulla pulizia dei bijoux che puoi leggere per approfondire:
Angela

La pietra del mese di novembre: il citrino

La pietra per i nati a novembre è il citrino

 La pietra per i nati nel mese di novembre è: il citrino.

La storia

Il nome del quarzo citrino deriva dalla parola latina citrina ed è dovuto al suo colore giallo che ricorda il limone (a causa del contenuto di ferro).

Fin dai tempi antichi, il citrino era chiamato “pietra del sole” e si riteneva in grado di trattenere la luce del sole e che fosse utile in particolare in caso di morsi di serpenti.

Il suo colore fu associato all’oro e per questo divenne noto come la pietra dei mercanti. Si riteneva migliorasse le capacità di comunicazione e attirasse la ricchezza.

Per i Romani era la pietra di Mercurio, il messaggero degli dei, ed era utilizzato per gli intagli più complessi. 

Gli effetti

Il citrino è la pietra del successo e del denaro, si ritiene porti prosperità.

A causa del suo colore giallo, è considerata una pietra gioiosa e che illumina la vita a chi la indossa grazie all’energia solare che contiene (forse per questo viene associata a novembre, mese piuttosto scuro per definizione).

E’ associato al plesso solare nel Chakra.

Si pensa possa avere un’influenza positiva che può dare sollievo dai dolori alla schiena e combattere la depressione, l’energia negativa e i problemi al fegato, milza, sistema digestivo e vescica.

Le varianti e gli abbinamenti

Il citrino è una forma macrocristallina del quarzo, come l’ametista, l’avventurina e il quarzo rosa. E’ un minerale basato sul biossido di silicone.
La variante trasparente fra le gemme con un bel colore dorato è molto rara.
Le pietre più belle arrivano dal Brasile, Madagascar e dalla Russia.

Il citrino naturale è molto raro, la maggior parte di queste pietre disponibili sul mercato sono ametiste o quarzi fumè a cui viene modificata la colorazione con un trattamento al calore, che gli dona una colorazione lievemente rossastra.

A causa del suo colore, il citrino può essere confuso con il topazio giallo, il berillio giallo e la turmalina.

Come altri quarzi, i citrini si formano dal magma o dalla precipitazione di soluzioni minerali nelle rocce.

Il citrino può essere pulito con acqua calda e sapone, ultrasuoni (in quasi tutti i casi), ma non con il vapore. I bruschi cambi di temperatura possono infatti spezzarlo.
E’ importante anche evitare di esporlo alla luce intensa perché potrebbe causare scolorimento.
Anche l’acido idrofluoridrico, il fluoruro d’ammonio e le soluzioni alcaline lo danneggiano.

Il colore caldo del citrino è completato alla perfezione dall’oro.
Una meravigliosa scala di sfumature su ottiene combinandolo con la fluorite, il peridoto, l’agata verde o color muschio.
Per un contrasto regale è perfetta la combinazione con il rosso intenso del granato.
Se invece preferisci i toni pastello e l’eleganza aggiungi una componente blu e viola, come ad esempio l’acquamarina e l’ametista lavanda.

Fra le creazioni Daffodil lo puoi trovare nella collana e negli orecchini Wood Gold and Red.

Se conosci qualcuno nato a novembre la pietra giusta è un quarzo citrino!

 

Angela

La pietra del mese di ottobre: l’opale

La pietra dei nati ad ottobre è l'opale

 La pietra per i nati nel mese di ottobre è: l’opale.

La storia

Il nome “opale” deriva dal sanscrito upala, che significa pietra preziosa.

Gli antichi Greci pensavano che la pietra potesse donare alle persone il dono della profezia e le proteggesse dai problemi.

L’opale è ora associata al mese di ottobre, assieme alla tormalina rosa ed è considerata la pietra da donare in occasione del 14° anniversario di nozze.

Alcuni ritengono porti sfortuna indossare l’opale se non si è nati ad ottobre, ma nonostante questo la pietra è ritenuta da moltissimo tempo un portafortuna magico.

L’opale è anche un’alternativa pietra di nascita per i nati ad Aprile.

Gli effetti

Si ritiene che l’opale, con i suoi giochi di luce che ricordano il fuoco, possa diffondere creatività, e che la “danza” del suo fuoco possa aiutare le persone a godersi la vita.

Le pietre dal colore tenue sono spesso state associate all’invisibilità e all’aumento delle capacità visive.

La pietra è stata associata al chakra sacrale, i cui squilibri possono causare problemi di dipendenze.

Si pensa anche che l’opale possa moderare e armonizzare i desideri sessuali.

In Europa è da tempo ritenuta simbolo di speranza, purezza e verità.

Le varianti e gli abbinamenti

 Esistono tre varianti naturali di opale: la variante preziosa, l’opale di fuoco (di colore rosso-arancio) e la comune opale opaca.

Le opali naturali contengono fino al 30% di acqua: per questo motivo è possibile che si secchino e si spezzino, in quanto sono piuttosto morbide e fragili.

Le opali preziose mostrano una opalescenza unica: a seconda dell’angolo di osservazione compaiono bagliori di diversi colori, causati dalla riflessione della luce su piccolissime sfere di crisobalite dentro il gel di silice. Questo fenomeno è detto interferenza ed è spesso chiamato “fuoco” o “danza di luce”. Si trovano in tutte le colorazioni dal bianco al nero.

Le opali di fuoco sono chiamate così a causa del loro colore ma non mostrano opalescenza. I loro colori vanno dal giallo al rosso.

Solitamente hanno un aspetto lattiginoso, ma le migliori opali possono essere trasparenti. Si estraggono nelle vene di roccia sedimentaria o ignea e le più belle vengono dall’Australia.

La cura dell’opale deve essere molto attenta: evitare il vapore o la pulizia a vapore o con detergenti chimici aggressivi. Il miglior modo per pulire un’opale è con un panno morbido e asciutto, eventualmente con l’aggiunta di poco detergente neutro. Molto importante è non immergere la pietra in acqua saponata, specialmente se si tratta di opali non solide o sintetiche.
Scuotere delicatamente dopo la pulizia per eliminare ogni residuo d’acqua e assicurarsi che siano completamente asciutte prima di riporle (lontano da altri oggetti) o indossarle.

Gli abbinamenti con le opali variano a seconda del colore predominante di “sfondo” della pietra e al colore del suo fuoco. 
Le perle con il loro bagliore naturale sono complementi perfetti per le opali.
Le opali bianche stanno meglio con pietre preziose dai colori chiari o pastello, mentre le opali nere possono essere mescolate con pietre dure più scure o dai colori più accesi.

Le opali naturali sono tenui e delicate e risaltano meglio come orecchini o pendenti rispetto all’utilizzo come bracciali o anelli, che possono essere più facilmente soggetti a colpi e graffi.

Le opali di fuoco si abbinano bene con i toni verdastri del turchese o dei cristalli Swarovski, oppure con colori di sfumatura vicini come i citrini, l’avventurina rossa e la corniola. Anche l’abbinamento opposto con l‘avventurina blu e verde è meraviglioso.

Se conosci qualcuno nato a ottobre la pietra giusta è l’opale!

 

Angela

Il mio nuovo fotolibro su Londra #SAALDIGITALITALY

Fotolibro Saal Digital Italy stampare un fotolibro da soli facilmente

Presa dall’entusiasmo del mio fotoquaderno precedente per le mie creazioni Daffodil, ho voluto provare a realizzare grazie a Saal-Digital anche un fotolibro per i ricordi più speciali della mia ultima vacanza a Londra.

Il procedimento per realizzare il fotolibro è simile a quello che ti ho illustrato per il fotoquaderno: scegli le foto in un’apposita cartella sul pc e lancia il programma Saal Design.

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Se preferisci puoi caricare le foto anche direttamente sul sito www.saal-digital.it .

All’interno del software scegli il prodotto che vuoi realizzare fra foto, fotoquadri, fotolibri, biglietti, poster/fine art, calendari, prodotti per il business, articoli da regalo o set campione.
Nel caso del fotolibro semplice scegli il formato: il mio è un 19×19, con copertina non imbottita lucida, a 28 pagine con carta interna premium opaca.

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A questo punto cliccando su crea puoi iniziare a scegliere il layout della copertina e delle pagine interne, utilizzando quelli proposti oppure scegliendo di creare il tuo da zero.

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Se vuoi puoi aggiungere anche del testo e delle didascalie alle foto, delle clip art o dei colori di sfondo anche con fantasie, ma come per il fotoquaderno io sono rimasta sul semplice, concedendomi solo in alcune pagine un ‘immagine sovrapposta a un’altra, più grande, di sfondo (ne vedi un esempio due foto più su).

Una volta impaginato il tutto ti basta procedere al checkout all’interno del software e pagare con il metodo che preferisci.

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La consegna è stata rapidissima: in poco meno di una settimana il mio fotolibro è arrivato in ottime condizioni!
Il prodotto è stampato in alta qualità su materiale pregiato con immagini nitide e colori stupendi!

Lo spessore della copertina è molto alto, come vedi, perfetto per consentire al prodotto di durare nel tempo.

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Penso proprio che regalerò dei fotolibri ad amici e parenti, in occasione di qualche ricorrenza speciale: il pacco arriva già completo di confezione regalo!

Sono come sempre soddisfatta delle comunicazioni con il team  #SaalDigitalItaly !

Per avere tante altre informazioni o per acquistare un fotolibro per i tuoi ricordi più speciali vai su www.saal-digital.it.

Sono felicissima di aver creato questo libro unico che custodirà dei ricordi preziosi sulla mia amata Londra per moltissimi anni!

Angela

La pietra del mese di settembre: lo zaffiro

 zaffiro pietra per i nati a settembre

 

La pietra per i nati nel mese di settembre è: lo zaffiro.

 

La storia

Il termine “zaffiro” iniziò ad essere utilizzato nel Medioevo: prima di allora infatti, la parola (il cui significato deriva dal termine greco per indicare il colore blu) veniva utilizzata per riferirsi al lapislazulo, una pietra anch’essa di colore blu.

I greci utilizzavano lo zaffiro per attirare il favore degli dei, in particolare Apollo, e lo indossavano mentre visitavano l’Oracolo di Delfi.

Dal Medioevo, la pietra fu associata alla tranquillità dei cieli e indossata dal clero.

I re e le regine invece lo indossavano per aumentare la ricchezza e la protezione.

Si riteneva che dissipasse i pensieri malvagi e portasse pace a colui che lo indossava, oltre a proteggerlo da malattie e avvelenamenti.

Attorno al 1800, gli zaffiri e i rubini furono classificati come variante dello stesso minerale. Per questo motivo, il rosso rubino è l’unico colore che non si trova fra le varianti dello zaffiro.

Negli Stati Uniti lo zaffiro è utilizzato come dono del 45° anniversario di nozze fin da tempi antichi.

Gli zaffiri vengono oggi utilizzati per alcuni vetri particolarmente resistenti, per gli orologi da polso e nella circuitistica elettronica, compresi i circuiti integrati e i LED.

 

Gli effetti

Fin dall’antichità si riteneva che le pietre avessero dei poteri misteriosi.

Lo zaffiro è ritenuto la pietra della saggezza, stimola la concentrazione, aumenta la creatività e aiuta la purezza e la profondità di pensiero.

Si ritiene che aiuti la mente a concentrarsi e a calmarsi, oltre che a rimuovere i pensieri indesiderati, la depressione e la tensione mentale.

E’ conosciuto anche come la pietra del nuovo amore e della fedeltà.

Si pensa che lo zaffiro porti anche serenità e prosperità.

Fisicamente, si ritiene aiuti a curare i mal di gola, la cefalea e gli incubi.

 

Le varianti e gli abbinamenti

I zaffiri e i rubini sono strettamente legati dalla loro “parentela”: il pigmento di ferro nel minerale corindone dà origine allo zaffiro, mentre il cromo al rubino.

Il corindone è la seconda pietra più dura fra le pietre dure più preziose (in ordine: diamante, zaffiro, rubino e smeraldo).

Lo zaffiro è presente in natura in vari colori, dal blu al giallo, al verde al rosso-arancio.

Gli zaffiri trasparenti vengono a volte utilizzati come sostituiti dei diamanti in gioielleria.

Gli zaffiri sono più splendenti sotto la luce naturale; sotto l’illuminazione artificiale tendono ad apparire invece spenti ed opachi.

Lo zaffiro si raccoglie da depositi alluvionali misti a detriti e fango, solo raramente da rocce primarie, in diverse zone del mondo, in particolare lo Sri Lanka.

Grazie alla sua resistenza, lo zaffiro sopporta diversi metodi di pulizia: acqua calda e sapone con una spazzola morbida e successivo risciacquo, pulizia a ultrasuoni e a vapore, ma non deve essere portato ad ebollizione.

Se conservati assieme ad altre pietre e metalli li possono graffiare, mentre il diamante può a sua volta rovinarli (poiché è più duro).

Gli zaffiri possono essere normalmente cotti in un forno, tranne nel caso degli zaffiri stellati, che si sbriciolerebbero a causa della loro stessa struttura naturale.

Lo zaffiro è perfetto abbinato con l’argento o l’oro bianco, con il quarzo trasparente o con i cristalli Swarovski tono su tono e color cristallo.
Colori simili sono anche quelli dell’acquamarina, del turchese, dell’apatite blu, dell’ametista e del quarzo rosa.
Per un effetto stupefacente è consigliato l’abbinamento con il peridoto oppure l’apatite color verde acqua.
Per un risultato regale può essere invece abbinato all’oro giallo e alle perle, al granato e all’onice nera.

Se conosci qualcuno nato a settembre la pietra giusta è uno zaffiro!

 

Angela

Creare un piccolo fotoquaderno per le proprie creazioni con #SAALDIGITALITALY

Fotoquaderno Saal-Digital Italy Daffodil Bijoux

Da tanto tempo stavo cercando un modo elegante ma anche pratico per presentare i miei lavori in una raccolta di immagini tangibili, non soltanto virtuali. Dopo varie ricerche online mi sono imbattuta nel sito di Saal-Digital, ed ho deciso di provare a realizzare un fotoquaderno, testando in questo modo il loro servizio anche per te.

Per prima cosa ho selezionato con cura le foto che volevo inserire nel fotoquaderno, salvandole tutte in un’unica cartella. In questo modo trovo sia molto più semplice averle tutte sott’occhio al momento della creazione del prodotto e ritrovare i files che mi interessano facilmente.

Fotoquaderno Saal-Digital Italy Daffodil Bijoux

In seguito sono andata sul sito www.saal-digital.it ed ho scaricato il Software Saal Design, in modo da poter lavorare con calma al fotoquaderno. Se preferisci non scaricare il software, per questioni di spazio sul pc, puoi procedere all’elaborazione del tuo prodotto anche direttamente online.

Una volta installato il programma puoi procedere a realizzare il fotoquaderno.
Se preferisci puoi creare anche foto, fotoquadri, fotolibri, biglietti, poster/fine art, calendari, prodotti per il business, articoli da regalo o set campione.
Nel caso del fotoquaderno però, per prima cosa scegli il formato: per me il più bello era quello quadrato, quindi ho scelto il 20×20, con 28 pagine totali.

Fotoquaderno Saal-Digital Italy Daffodil Bijoux

Devi poi scegliere la finitura della pagine interne e della copertina, nel mio caso opache. Il fotoquaderno è rilegato da una spirale metallica, e ti arriverà completo di copertina protettiva trasparente anteriore e posteriore, così l’umidità e la polvere non saranno un problema! Non avevo mai visto questa soluzione prima e devo ammettere che è molto comoda, senza compromettere l’estetica.

Fotoquaderno Saal-Digital Italy Daffodil Bijoux

questo punto inizia il divertimento!

Scegli il layout delle varie pagine tramite i modelli predefiniti, oppure scegli di creare tutto in completa libertà, senza schemi fissi. Puoi aggiungere del testo e delle didascalie alle foto, delle clip art o dei colori di sfondo anche con fantasie, ma io ho preferito inserire solo il link alla fine del fotoquaderno perché volevo un mini-catalogo da poter usare in ogni occasione, dal carattere elegante e con le foto più grandi possibili.

Una volta impaginato il tutto ti basta procedere al checkout tramite il software e pagare con il metodo che preferisci.

Fotoquaderno Saal-Digital Italy Daffodil Bijoux

Se hai sbagliato qualcosa non preoccuparti: alla fine del processo ti sarà mostrata l’anteprima e potrai rimediare facilmente a piccoli errori o migliorare l’impaginazione. Ti consiglio di seguire le linee rosse già durante la fase di creazione, per calibrare al meglio ogni singola pagina ed avere da subito un’idea precisa del prodotto finale.

La consegna è stata rapidissima: in poco meno di una settimana il mio fotoquaderno è arrivato in un imballaggio perfetto, dall’apertura intelligente e semplificata.
Il prodotto è stampato in alta qualità su materiale robusto, con immagini nitide e senza alcun difetto, pronto per essere mostrato con orgoglio e per dare risalto ed eleganza alle mie creazioni!

Puoi sfogliare con me il mio nuovo fotoquaderno su Youtube!

Fotoquaderno Saal-Digital Italy Daffodil Bijoux

Un particolare interessante ed originale: se desideri regalare un fotolibro puoi decidere di riceverlo anche già confezionato in un’elegante scatola regalo, e magari spedirlo già a chi vuoi tu, in modo da fargli una bella sorpresa!

Una nota positiva anche sul servizio clienti: rapido nelle risposte, preciso e molto cordiale. Davvero dei professionisti a cui affidarsi con serenità  #SaalDigitalItaly !

Per avere tante altre informazioni o per acquistare un fotolibro per le tue creazioni vai su www.saal-digital.it !

La pietra del mese di agosto: il peridoto

 Pietra dei nati ad agosto: il peridoto

La pietra per i nati nel mese di agosto è: il peridoto.

La storia

Il nome di questa pietra deriva dal francese peritôt, che significa “non chiaro”, a causa delle numerose inclusioni e spaccature che si trovano all’interno di questi minerali.

Anche chiamato crisolite (antico termine tedesco per questa pietra), oppure olivina, a causa del suo tipico tono di verde, che va dal verde oliva al verde-marrone.

In passato era considerato una varietà di smeraldo e per questo aveva molto valore.

E’ la pietra nazionale dell’Egitto, dove gli antichi Egizi lo consideravamo la gemma del sole. Le stesse pietre che era solita indossare Cleopatra erano probabilmente peridoti di un verde molto intenso.

Le pietre di peridoto erano anche usate come talismani con incisi asini, per il miglioramento spirituale, oppure spirali, per controllare i venti e gli spiriti maligni.

Le più antiche miniere si trovavano nell’isola di St. John nel mar Rosso, riscoperta all’inizio del 1900 e molto difficile da raggiungere a causa delle fitte nebbie che la circondano molto spesso. La leggenda narra che le guardie sull’isola giustiziassero chiunque osasse avvicinarsi alle miniere. Si riteneva anche che i minatori, una volta individuata la presenza delle pietre all’interno della tomba del faraone a causa del loro scintillare nel buio, ne segnassero la posizione per poi tornare a raccoglierle alla luce del sole.

Il peridoto non è una pietra soltanto terrestre. E’ infatti l’unica pietra, fra quelle che attraversano la galassia, che arrivi a noi in dimensioni sufficienti per essere utilizzata in gioielleria. I peridoti ritrovati all’interno di questi meteorite prendono il nome di moldavite.

Nella comunità scientifica, si ritiene anche che i cristalli di peridoto abbiano avuto un ruolo importante nella creazione della luna, ed oggi ne ricoprono una buona parte del mantello.

Gli effetti

Per i nati ad agosto, caratterizzati da uno spirito generoso e da una mente aperta, un peridoto dal colore giallo-verde intenso è perfetto.

Conosciuto anche come la pietra della compassione, grazie alle sue capacità di bilanciare le emozioni e la mente, ispira eloquenza, creatività e il rinnovamento di tutte le cose.

Se sei alla ricerca di armonia e di aiuto per curare i sentimenti feriti, puoi regalare a te stesso una pietra di peridoto e vedere quali cose perdute ti aiuterà a ritrovare.

E’ spesso chiamato lo smeraldo della sera a causa del suo colore scintillante e tenue e viene associato con la spiritualità e l’espressione di sé.

Le varianti e gli abbinamenti

Il peridoto si trova nelle rocce ignee con poca silice, come i basalti. Alcuni vengono rinvenuti nelle aree vulcaniche, altri, come dicevamo prima, incastonati nei meteoriti.

Solitamente non sono pietre di qualità gemmologica, ma alcune vengono sfaccettate e montate in gioielleria.

La tonalità di verde e la sua intensità dipendono dalla proporzione di ferro presente nella pietra: più è profondo il verde, meno ferro è presente.

E’ consigliabile evitare di indossare troppo intensamente il peridoto, evitando di graffiarlo o scheggiarlo. Meglio quindi toglierlo se lo si indossa mentre si fa giardinaggio o lavori meccanici.

Il migliore modo di pulirlo è con acqua tiepida e sapone. Meglio evitare sbalzi di temperatura drastici, vapore e macchine ad ultrasuoni.

Il peridoto infatti è sensibile al calore, agli acidi, all’ammoniaca e all’acqua bollente.

Il verde di questa pietra si sposa benissimo con il quarzo rosa, l’agata blu, la fluorite di vari colori e il quarzo citrino per esaltarne l’aspetto fresco e primaverile.

 

Se conosci qualcuno nato ad agosto ora sai che si merita un peridoto!

 

Angela

 

 

 

La pietra del mese di luglio: il rubino

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La pietra per i nati nel mese di luglio è: il rubino.

La storia

Il rubino è la più rara e la più preziosa fra le gemme. Ancora oggi i rubini vengono raccolti nei fiumi ed estratti a mano dai minerali. Appena estratti sembrano normalissime pietre, ma dopo il taglio e la lucidatura rivelano il loro colore intenso e l’estrema lucentezza, che varia al variare della luce.

Il nome “rubino” deriva dalla parola latina per rosso, ruber.

E’ una delle quattro pietre preziose assieme al diamante, allo zaffiro e allo smeraldo.

Fin dall’antichità i rubini sono stati utilizzati negli abiti sacri oppure come decorazione di armi da guerra.

Il rubino è considerata la pietra dei nobili.

In alcune culture antiche i rubini venivano utilizzati anche per predire il futuro.

Gli effetti

Il rubino porta libertà, passione e vitalità. Possiede infatti le virtù di Camelot della devozione, amore, forza, determinazione e leadership, rendendola la pietra perfetta per i cuori nobili.

Può essere d’aiuto nel contrastare la lunaticità tipica dei cancro. Indossando un rubino infatti, si può sconfiggere le tempeste emozionali a tutti i livelli, con l’amore e la forza che infonde la pietra.

Si ritiene che i rubini aiutino l’amore, la saluta, la sapienza e la ricchezza.

Si utilizzano per aumentare l’energia e la concentrazione, la creativitià, la fedeltà, l’onore e la compassione.

I rubini sono considerati anche talismani per proteggere la casa, i possedimenti e la famiglia.

Si ritiene che i rubini stimolino il cuore e portino saggezza spirituale, mentre proteggono dagli attacchi fisici.

Solitamente si regala un rubino in occasione del 40simo anniversario di nozze. 

Le varianti e gli abbinamenti

Il rubino deve la sua colorazione al cromo. Il rosso del rubino è l’unica varietà di colore che non si trova nello zaffiro (della stessa specie). Anche i luoghi di ritrovamento sono simili a quelli dello zaffiro: Sud-est asiatico, Africa dell’Est e del Sud, Medio Oriente, Australia e Cina.

La luminosità dei rubini è comparabile a quella dei diamanti, con in più la caratteristica di cambiare il colore a seconda delle diverse angolazioni a cui lo si guarda.

Esiste una variante in zoisite dal colore verde con piccole inclusioni rosa e rosse, oppure in kyanite, dal colore rosso rosato con sfumature verdi e color petrolio.

E’ possibile trovare anche rubini trattati con tintura naturale vegetale o organica o con il calore, specialmente nelle varianti meno pregiate, per aumentarne il colore e la trasparenza.

Per la pulizia dei rubini si consigli acqua a temperatura ambiente, con poco sapone e un pennello morbido, seguito da accurato risciacquo e asciugatura.

E’ possibile pulire i rubini con il vapore o con gli ultrasuoni, ma non portarli ad ebollizione.

Nemici principali: l’acido borico o il succo di limone.

I rubini possono essere montati con colori analoghi come il marrone (pietra del sole), l’arancio (corniola) e il viola (ametiste).

Risultano molto belli a contrasto con il verde (smeraldi), il giallo-verde (peridoto), e il blu-verde (fluorite), con cui creano giochi cromatici intriganti e sofisticati.

Se conosci qualcuno nato a luglio ricordati che il rubino è la pietra giusta per lui/lei!

 

Angela

 

 

La pietra del mese di giugno: la perla

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Non poteva mancare un post per farvi conoscere la pietra del mese!

La pietra per i nati nel mese di giugno è: la perla.

La storia

Le perle sono una delle prime pietre preziose ritrovate dai popoli primitivi, soprattutto lungo le coste dell’India.

Le antiche leggende raccontano che le perle si formano quando le ostriche si aprono, salgono in superficie e i primi raggi del sole del mattino e le gocce di rugiada le seminano al loro interno.

La storia narra anche che Cleopatra fosse solita sciogliere una perla nel vino o nell’aceto, e poi bere il composto, per aumentare la sua bellezza.

L’imperatore romano Vitellio finanziò un’intera campagna militare vendendo gli orecchini di perle della madre (si spera con il suo consenso).

In Giappone, i cacciatori di perle tradizionali Ama si immergono per 10 metri senza equipaggiamento da oltre 2000 anni alla ricerca di queste preziose gemme!

 

Gli effetti

Alcuni guaritori utilizzano le perle per equilibrare i ritmi del corpo e i livelli degli ormoni con i cicli lunari, per ricreare l’armonia con il mondo naturale.

La luminosità delle perle è ritenuta capace di aumentare la saggezza e di nutrire l’amore (in Oriente).

Le perle sono anche ritenute simbolo di innocenza e fede. Aiutano l’integrità morale, fanno venire a galla la verità, aumentano l’onestà e inibiscono i comportamenti arroganti.

Le perle vengono usate in medicina e nei trattamenti estetici come fonte di calcio e illuminanti naturali.

Si pensa diminuiscano il gonfiore, aumentino la fertilità e facilitino il parto.

 

 

Le perle vengono di solito donate in occasione del 3° anniversario di nozze.

Le varianti e gli abbinamenti

Le perle sono una delle poche pietre preziose naturali o organiche (le altre sono il corallo, l’ambra, la madreperla).

Vengono prodotte dalle ostriche da perla se in acqua salata e dai molluschi d’acqua dolce, a partire da un piccolo granello irritante all’interno della conchiglia che viene ricoperto per ridurre l’irritazione dall’animale con strati concentrici di madreperla (composta principalmente dal minerale aragonite), che creano la sottile iridescenza e l’illusione ottica della profondità nelle perle (detta perlescenza).

Le perle naturali sono molto rare e preziose, per questo al giorno d’oggi vengono coltivate: una piccola sfera di conchiglia viene inserita nei molluschi per avviarne la formazione.

Le perle d’acqua salata vengono solitamente generate una alla volta, mentre quelle d’acqua dolce possono arrivare anche a una ventina; per questa ragione le perle d’acqua dolce sono molto meno care.

Le perle possono avere forma sferica, oblunga o irregolare (perle barocche).

Per produrre una perla ci vogliono mediamente dai 3 ai 7 anni.

Il colore delle perle varia e dipende dal tipo di mollusco utilizzato (le ostriche e i molluschi che producono le perle non sono quelli edibili).

Le zone di produzione naturale e coltivata delle perle sono: Giappone, Cina, Mari del Sud, Australia, Austria, Francia, Scozia, Irlanda e lungo il fiume Mississipi negli Stati Uniti.

Le perle sono delicate e morbide, vanno perciò trattate con molta attenzione.

Non vanno mai pulite ad ultrasuoni o a vapore, ma soltanto strofinate con una panno morbido dopo ogni utilizzo oppure, in caso di necessità, con acqua e sapone neutro.

Se sono montante su un filo a nodi, bisogna assicurarsi che il filo sia totalmente asciutto prima di indossarle.

Ricorda sempre che il grasso della pelle umana è una delle cose migliori per una perla, perché la mantiene lucida.

E’ molto importante non farle venire mai a contatto con profumi, lozioni o creme, perché verrebbero assorbite dalle perle e potrebbero diventare opache (in particolare presta attenzione agli olii e agli estratti di limone all’interno dei prodotti).

Anche il sudore può alterarne la colorazione: togli sempre qualunque perla prima di fare sport (e in generale togli tutti i gioielli!).

Le perle possono essere montate in tantissimi modi diversi: dal classico filo di perle con l’annodatura alle lunghe e colorate collane multigiro ispirate agli anni ’20.

Le perle rosa stanno bene a contrasto con l’onice nera, oppure, per un effetto più delicato, mescolate alla corniola per ottenere dei toni caldi.

Le perle bianche o color crema si illuminano ancora di più se accostate a pietre dai colori pastello come l‘ametista lavanda, l’acquamarina o la pietra della luna pesca, ma anche accanto all’oro giallo.

I set di perle e marcasite montati su argento sterling sono invece senza tempo.

Le perle sono bellissime anche come abbellimento per maglioni, sciarpe e mantelli, ma soprattutto per il velo delle spose!

Una curiosità: l’annodatura ha un triplice effetto sulle perle:

  • le protegge dallo sfregamento le une contro le altre, evitando che si danneggino durante l’uso
  • evita che, nello sfortunato caso il filo si rompa mentre le indossate, tutte le perle fuoriescano e finiscano ovunque, perdendole
  • aggiunge lunghezza e dona un migliore movimento al gioiello, in modo che siano necessarie meno perle per una collana d’effetto!

Ecco alcune delle creazioni Daffodil con le perle d’acqua dolce:
Set Baroque bracciale e orecchini
Collana Mermaid
Bracciale Silk (disponibile in vari colori)
Orecchini My Fair Lady
Orecchini Cuore di Perla

Se conosci qualcuno nato a giugno ora sai che puoi regalargli una perla!

Angela