Lemon Curd | Le ricette del Daffodil Cottage per l’ora del tè

Uno scones inglese ripieno di lemon curd

Per il tuo tè delle cinque secondo il ricettario del Daffodil Cottage questo mese puoi preparare il lemon curd, per un rientro di fine estate carico della freschezza ed energia dei limoni!

Se non lo hai mai provato devi proprio farlo: il suo profumo ti porta dritto dritto in UK!

Perfetto da spalmare sui morbidi scones, non saprai resistere alla sua fresca dolcezza!

Facile e veloce da fare, non può mancare nel tuo afternoon tea!

 

Ingredienti:

  • 160 ml di succo di limone
  • 2 uova
  • 120 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • un baccello di vaniglia

Come preparare il lemon curd

Procedimento:

Mescola il succo di limone assieme allo zucchero e alle uova, aiutandoti con una frusta.

Aggiungi lentamente l’amido, facendo attenzione a non creare grumi.

Se desideri una nota aromatica speciale aggiungi i semini di una bacca di vaniglia.

Scalda il tutto a bagnomaria in un pentolino, continuando a mescolare finché il preparato non raggiunge la consistenza di una marmellata (come nella foto ad inizio articolo): per capirlo mettine un cucchiaino su un piatto ed inclinalo, se cola lentamente è pronto.

Filtra con un  colino prima di mettere il lemon curd nel vasetto, in questo modo non avrai grumi.

 

Consigli:

Con le dosi indicate prepari un vasetto da marmellata standard di lemon curd.

Ti consiglio di sterilizzare i vasetti che hai scelto prima di utilizzarli, in acqua bollente o in forno.

Puoi usare qualunque tipo di limone, ma io preferisco quelli bio per maggiore sicurezza.

Conserva il lemon curd in frigorifero dopo la preparazione e consumalo in poco tempo: non contiene conservanti e quindi è meglio gustarlo appena preparato!

Il lemon curd è un perfetto accompagnamento british per l’ora del tè, lo puoi spalmare ovunque lo desideri, perfino per farcire la crostata della nonna!

Puoi prepararlo anche come simpatico dono per le amiche che hanno una passione per il mondo inglese, magari abbellendo un po’ la confezione (in un prossimo articolo ti mostrerò come fare).

Come abbinamento con il tè io preferisco il tè verde al limone, molto fresco ed aromatico, ma puoi benissimo usare un black tea sempre aromatizzato a questo agrume, che tutti abbiamo in casa.

Buon tè delle cinque!

Angela

Annunci

“Un’estate magica” di Corina Bomann | Pagine rubate alla notte

Pagine rubate alla notte: recensione libro consigliato del mese

La libreria del Daffodil Cottage – Consigli di lettura speciali per anime romantiche

La storia

Wiebke è in un momento di crisi della sua vita: non è riuscita a superare alcuni esami importanti a biologia, ha appena lasciato un fidanzato fedifrago e come se non bastasse la sua migliore amica è partita lasciandola sola.
Decide allora di andare a trovare a sorpresa la zia Larissa sulle sponde del lago di Müritz.
Larissa è pressoché perfetta agli occhi di Wiebke: single, indipendente e creativa, ha creato la sua vita in campagna dal nulla tagliando misteriosamente i ponti con tutto il resto della famiglia. Dopo la perdita del suo grande amore all’improvviso, Larissa si è infatti dedicata a dipingere scarpe da sposa, coltivare more e accudire animali abbandonati. Wiebke, con la sua vitalità e il suo affetto, crea scompiglio nella vita di Larissa, mettendo alle strette la zia: la sprona a conoscere un nuovo vicino, a riallacciare vecchi rapporti interrotti, a seguire fino in fondo le proprie passioni, a superare i propri limiti, riuscendo allo stesso tempo anche a trovare inaspettatamente la sua strada e a prendere decisioni personali spesso difficili e ricche di imprevisti.

Perché mi è piaciuto

Cercavo un libro facile da leggere, che non richiedesse troppo sforzo ma fosse coinvolgente.

Ho amato particolarmente di “Un’estate magica” la storia d’amore vista dalla prospettiva del rapporto zia-nipote, insolito per i romanzi di questo genere.

Ho trovato un’autrice che sa toccare con leggerezza problematiche più ampie, come il difficile rapporto fra sorelle, la fatica a superare le divisioni, la voglia di riscattarsi e ricominciare, ma anche la capacità di non arrendersi.

Quella che credevo una lettura di svago si è ben presto trasformata in un’occasione di riflessione personale a un livello più profondo.

Il libro è molto coinvolgente, ti trascina in un sogno ad occhi aperti fatto di campagna rilassante, profumo d’estate e il silenzio delle notti cariche di aspettativa dei vent’anni.

Consiglio questo romanzo a chi cerca una storia romantica, appassionata, con il lieto fine ma al tempo stesso ricca di svolte improvvise.

Penso sia la lettura ideale per terminare l’estate e continuare a portarla con sé ancora un po’!

Una citazione

Wiebke lo seguì con lo sguardo. Aveva le guance in fiamme: quel ragazzo era davvero molto attraente. Quando si rese conto di aver abbassato le difese, scosse la testa ricordandosi del proposito di non farsi più coinvolgere sentimentalmente. Non aveva bisogno di altri guai.

Trovi il libro qui.

Se vuoi sapere quali altri libri ho amato in passato puoi seguirmi su Goodreads.
Alla prossima lettura condivisa!

 

Angela

Scones alle albicocche| Le ricette del Daffodil Cottage per l’ora del tè

Scones alle albicocche

Durante il mese di luglio per il tuo tè delle cinque secondo il ricettario del Daffodil Cottage puoi preparare gli scones alle albicocche!

Da una ricetta classica tradizionale inglese, ecco il metodo facile e veloce per preparare queste morbide focaccine, perfette anche per la colazione da spalmare di burro e marmellata quando sono ancora calde!

E’ preferibile gustarli il giorno stesso in cui li prepari, ma puoi conservarli in un contenitore ermetico per 1/2 giorni e riscaldarli al bisogno.

Piatto di scones alle albicocche morbidi e profumati

Ingredienti:

  • 300 gr di farina manitoba
  • 90 gr di burro
  • 1 bustina di lievito vanigliato per dolci
  • 90 gr di zucchero
  • 2 albicocche medie tagliate a cubetti, ben mature
  • Latte q.b.

Scones tradizionali inglesi

Procedimento:

Ricopri la teglia del forno con della carta da forno e accendi il forno a circa 200°C.

Mescola in una ciotola la farina manitoba, il lievito (setacciandoli assieme) e il burro, finché non avranno l’aspetto di briciole di pane grossolane.

Aggiungi le albicocche, tagliate a cubetti piccoli e passate nello zucchero a velo vanigliato, per intensificarne la dolcezza ed asciugarne l’umidità in eccesso.

Gradualmente aggiungi del latte, facendo attenzione che l’imposto non diventi troppo appiccicoso: deve formare un panetto morbido e liscio. Se aggiungi troppo latte dovrai aumentare la farina leggermente, facendo attenzione a riequilibrare bene la ricetta perché gli scones non diventino troppo duri: meglio quindi procedere gradualmente e non sbagliare.

Stendi il panetto su una spianatoia con le mani finché l’impasto steso risulterà spesso circa 2 o 3 cm (a seconda di quando gonfi vuoi i tuoi scones, io li ho stesi più sottili). A questo punto puoi tagliare l’impasto con un cutter tondo oppure con un bicchiere, del diametro che preferisci. Se stai organizzando un tea time con molti dolci, preferisci una misura piccola, perché gli scones all’albicocca tendono ad essere molto sazianti.

Una volta utilizzato tutto l’impasto per ottenere i dischi, posizionali sulla carta da forno ed infornali, dopo averli spennellati con del latte per renderli bruniti in superficie, per circa 10/15 min.

Come preparare gli scones

Consigli:

Essendo facili e veloci da preparare, li puoi fare anche subito prima di avere ospiti improvvisi, oppure congelarne un po’ di impasto da crudi (senza aggiungere il latte fino al momento della preparazione) per doverli solo cuocere al bisogno.

Puoi gustarli tagliati a metà e cosparsi di marmellata e sopra una spruzzata di crema al burro (clotted cream) alla maniera tipica del Devon, oppure spalmati semplicemente con del burro, come in Cornovaglia.

In Italia non abbiamo gli ingredienti necessari per preparare la clotted cream, perché si parte da una panna molto grassa per realizzarla. Puoi sostituire questa crema con una semplice crema montata al burro, oppure con la più leggera crema chantilly.

Si possono preparare anche gli scones senza frutta, oppure con uvetta al posto delle albicocche fresche, o con le albicocche essiccate. Esiste anche la versione salata, da spalmare di formaggio cremoso e salmone, perfetta per gli aperitivi o un tea time salato.

In Inghilterra si utilizza la farina per dolci autolievitante: io ho preferito la morbidezza della manitoba, ma puoi benissimo usare la farina 00.

Come abbinamento con il tè sono adatti tutte le tipologie classiche di tè, io però preferisco richiamare le albicocche con un tè nero o verde aromatizzato alla pesca o albicocca, magari arricchito di petali di girasole, mango e frutto della passione se ami un gusto esotico, per intensificarne il gusto e poterlo gustare anche freddo.

Scones alla frutta con marmellata e burro

Buon tè delle cinque!

Angela

“Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti | Pagine rubate alla notte

Pagine rubate alla notte: recensione libro consigliato del mese

La libreria del Daffodil Cottage – Consigli di lettura speciali per anime romantiche

La storia

Teresa Battaglia è un commissario di polizia con molta esperienza. La incontriamo al culmine della sua carriera, in un momento critico in cui deve lottare contro il diabete e i primi sintomi dell’Alzheimer. E’ affaticata, invecchiata, con l’anima piena di ferite mai veramente sanate, dal carattere ruvido e duro, completamente dedita al proprio mestiere, anche se non molto abile con le relazioni interpersonali. Deve ora scovare un nuovo assassino, ma la sua mente ha cominciato a tradirla e a tratti perde la lucidità.

Nei boschi innevati di Travenì, paesino delle montagne friulane, viene trovato il cadavere di un uomo, senza occhi e con accanto un pupazzo vestito con gli abiti della vittima. Il ritrovamento scatena il panico in paese e quello che all’inizio sembrava un omicidio comune diventa ben presto qualcosa di misterioso.

Nel paesaggio selvaggio ed incontaminato minacciato dall’intrusione dell’uomo (si stanno per costruire dei nuovi impianti sciistici) alcuni bambini del paese notano un essere misterioso e spettrale che cerca il contatto con loro, ma gli adulti sono troppo occupati dai loro problemi per accorgersene e credere ai loro racconti.

Il killer è ambiguo, contraddittorio e bene organizzato, anche se con momenti di raptus: esprime una violenza inaudita e continua i suoi delitti, ma sembra non voler uccidere. Teresa è una profiler e cerca di speigare al suo nuovo collega Massimo Marini c’è qualcosa di ogni serial killer in ognuno di noi, un’oscurità che emerge quando si è vittime di traumi, che lei cerca di capire per poter scovare l’assassino.

Con dei flashback veniamo a conoscenza di una seconda trama parallela, risalente al 1978, che si intreccia con la storia attuale: una vecchia scuola, dove si porta avanti uno strano esperimento sui neonati, in cui sembra avere un ruolo anche una suora del vicino convento.

Teresa deve fare però i conti con i blackout che le fanno perdere la memoria, fino a farle dimenticare perfino i nomi delle persone che le sono accanto ogni giorno: è così che inizia ad annotarsi tutto, riuscendo un po’ alla volta a venire a capo del mistero di Travenì: il finale sarà totalmente inaspettato.

 

Perché mi è piaciuto

Ho letto con piacere anche i precedenti racconti della mia conterranea Ilaria Tuti, trovo la sua scrittura scorrevole e ricca di risvolti sbalorditivi.

Questo suo romanzo d’esordio non mi ha delusa: l’ispettore Teresa Battaglia è un personaggio insolito, molto umano, con tutte le sue fragilità ed insicurezze emotive, ma dotata di un intuito straordinario.

La storia dal suo punto di vista ci mostra una donna che spesso non sa come comportarsi con precisione, tormentata dai dubbi, ma il cui senso di responsabilità la spinge sempre nella direzione giusta, come spesso accade anche nella vita reale. Lontana anni luce dai commissari con la risposta sempre a tutto, spesso su un piedistallo lontano dagli assistenti e dal lettore stesso, Teresa si fa forte della sua esperienza, ma non può fare a meno di simpatizzare con Marini, in cui forse rivede se stessa, che cerca di spronare a dare il meglio di sé, nonostante non trovi spesso le parole giuste per farlo.

La paura circonda ogni singolo personaggio del libro: da Teresa e i suoi assistenti, ai bambini che si ritrovano sulla montagna per farsi forza, agli abitanti del paese stesso, divisi e rinchiusi ognuno nel proprio terrore.

La scena della sfilata dei Krampus è quasi cinematografica: il terrore reale si mescola a quello ricreato dalla rievocazione di una tradizione quasi pagana, in una narrazione dal ritmo travolgente e serrato che dà la svolta all’intera storia.

I paesaggi che fanno da sfondo al romanzo sono molto realistici (lo dico dopo aver visitato di persona i boschi descritti nel libro, di cui ho colto tutti i riferimenti presenti nel romanzo), rispecchiano gli stati d’animo vissuti dal lettore e ne enfatizzano la suspense. Una natura che sembra essere viva, prende parte al mistero che aleggia fra i suoi boschi ma allo stesso tempo ne sembra distaccata e glaciale, come se nonostante tutto il dolore e la paura degli uomini lei andasse comunque avanti, impassibile.

La trama parallela della Scuola, essendo riferita ad episodi realmente accaduti, aggiunge quel tocco in più di tensione che rende questa storia così particolare, in un genere in cui spesso sembra tutto scontato: ci fa capire che quello che sulla carta è solo un racconto, in realtà potrebbe esistere davvero.

Il romanzo ideale da leggere in vacanza, tutto d’un fiato, per scoprire una scrittrice giovane, che ha tanto da dire.

Una citazione

Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’ età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine[…]. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.

Trovi il libro qui.

Se vuoi sapere quali altri libri ho amato in passato puoi seguirmi su Goodreads.
Alla prossima lettura condivisa!

 

Angela

Le ricette del Daffodil Cottage per l’ora del tè: Pancake senza lattosio all’arancia

Pancake senza lattosio all'aroma di arancia

La ricetta del mese di luglio per il tuo tè delle cinque secondo il ricettario del Daffodil Cottage è facile, veloce e senza utilizzare il forno!

Questo mese prepariamo assieme i Pancake senza lattosio all’arancia, che puoi preparare nel metodo classico o anche in bottiglia (senza sporcare nulla!).

Questi pancake derivano dalla classica ricetta americana, hanno però il vantaggio di non contenere lattosio ed essere ugualmente morbidi e veloci da fare, nonché più leggeri e digeribili.

Pronta a tuffarti nella loro incredibile morbidezza?

Tanti morbidissimi pancake senza lattosio all'arancia

Ingredienti:

  • 150 gr di farina di tipo 2
  • 250 gr di farina di farro
  • 3 uova
  • mezza bustina di lievito vanigliato per dolci
  • 300 gr di acqua
  • 130 gr di zucchero bianco
  • aroma di fiori d’arancio a piacere
  • 1 fialetta aroma d’arancia oppure la scorza di un’arancio grattugiato bio

 Pancake senza latte al profumo d'arancia

Procedimento:

 

Puoi preparare i pancake in due modi, molto veloci entrambi:

  1. Metodo classico:
    Metti in una ciotola lo zucchero e le uova e mescola bene con una frusta. Aggiungi la farina dei due tipi setacciata assieme al lievito e gli aromi, sempre continuando a mescolare. Versa a filo l’acqua, continuando sempre ad amalgamare il tutto con la frusta, fino ad ottenere un composto fluido ma non troppo liquido, privo di grumi. Se la consistenza ti sembra troppo dura o troppo liquida puoi regolare aggiungendo acqua o farina a seconda delle necessità (dipende molto dal tipo di farina che utilizzi);
  2. In bottiglia:
    Metti tutti gli ingredienti dentro una bottiglia di plastica vuota da 2 litri, aiutandoti con un imbuto. Agita molto bene a lungo il tutto per mescolare.
    Usa direttamente la bottiglia per versare la quantità giusta di impasto in padella di volta in volta.

Per cuocere i pancake versa un mestolo circa di impasto al centro di una padella antiaderente (va benissimo quella per le crepes oppure anche una padella in ceramica). Il primo pancake solitamente non viene bene: tranquilla, è perfettamente normale ed “aiuta” la padella a formare meglio i pancake successivi.
Continua a versare quindi i pancake. Quando iniziano a fare delle grosse bolle in superficie significa che è il momento giusto per girarli dall’altro lato, facendoli cuocere brevemente anche da quella parte (ci vorrà molto meno tempo rispetto al primo lato).
Puoi decidere tu quanto ti piacciono cotti, basterà assaggiarli per capirlo.
Continua ad impilare i pancake uno sopra l’altro su un piatto man mano che li prepari: in questo modo rimarranno caldi a lungo.

Pancake senza latte al profumo d'arancia

Consigli:

I pancake sono ottimi appena fatti, oppure riscaldati in padella per pochi istanti.
Questa versione all’arancia si sposa divinamente con la Nutella, la marmellata di albicocche e lo sciroppo d’acero, ma anche con il miele d’arancio.
Puoi arricchire il tuo pancake con panna, gelato, crema pasticcera, frutta fresca o con qualunque cosa ti suggerisce la fantasia.

Come abbinamento ti consiglio un infuso di frutta, meglio se a base di frutta esotica e fresca come ananas, cocco, mandarino, arancia, limone e magari un po’ di zenzero rinfrescante: dipende molto dai tuoi gusti e da cosa spalmerai sul tuo pancake.

La farina di farro e la farina di tipo 2 rendono i pancake molto morbidi e sono farine più salutari rispetto alla classica farina 00 perché meno raffinate.

Con le dosi indicate otterrai più o meno i pancake che vedi in foto, se li fai di grandezza media.

Se i pancake si rompono, ungi la padella con una noce di burro.

Puoi realizzare anche delle ottime crepes partendo dalla stessa ricetta ma eliminando del tutto il lievito oppure mettendone solo una piccolissima quantità e distribuendo l’impasto sulla padella ampiamente, in uno strato sottile.

Buon tè delle cinque!

Angela

Pagine rubate alla notte: “Il giardino segreto ” di Frances Hodgson Burnett

Pagine rubate alla notte: recensione libro consigliato del mese

La libreria del Daffodil Cottage – Consigli di lettura speciali per anime romantiche

Coltivare il proprio giardino aiuta a superare ogni cosa: ci vuole pazienza, amore e costanza ma alla fine ci ritroveremo nuovi.
Libro Il giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett e orecchini in legno a cuore rosso Light Wood Daffodil Bijoux

La storia

Mary Lennox ha origini inglesi, ma è sempre vissuta in India, con dei genitori ricchi, egoisti e anaffettivi che l’hanno sempre disprezzata e trascurata. All’età di dieci anni però rimane orfana a causa di un’epidemia di colera, venendo quindi affidata al parente più prossimo, uno zio rimasto vedovo, Lord Archibald Craven, che vive nello Yorkshire, a Misselthwaite Manor, una maestosa dimora isolata nella brughiera.
Mary è molto colpita dalla freddezza dello zio e scopre dalla cameriera Martha che la strana atmosfera è determinata da una sventura che ha colpito lo zio tempo prima. La moglie di lord Craven, Lilias, infatti è morta a seguito di una caduta dall’altalena nel suo giardino privato, in cui era solita passare molto tempo. Il giardino è stato poi dimenticato e il suo unico accesso è chiuso da allora. Mary è molto curiosa e fa di tutto per trovare la porta nascosta del giardino e la chiave che può permetterle di accedere a un luogo così carico di mistero. Mentre si sta abituando alla vita nella casa e impara ad amare la brughiera e ad apprezzare la libertà, riesce a trovare l’accesso al giardino e ad entrarci, decidendo subito di volerlo curare per farlo crescere con l’aiuto di Dickon, il fratello di Martha che le apre gli occhi sulla natura.
Nel frattempo, Mary riesce anche a capire come mai sentiva spesso dei pianti di cui nessuno le voleva spiegare la provenienza: si tratta di suo cugino Colin, costretto a letto perché convinto che sarà gobbo come suo padre. Colin è un bambino molto simile alla Mary dell’inizio del libro, viziato, isterico ed ipocondriaco.
Decisa a curare Colin, Mary riesce a convincerlo ad uscire in sedia a rotelle e lo porta di nascosto nel giardino, dove scoprirà che in realtà il cugino non ha alcuna malattia fisica.
Un po’ alla volta i due cugini passano sempre più tempo assieme curando il giardino segreto, aiutati anche dal resto del personale.
Rientrato a casa Lord Craven trova Mary e Colin nel giardino segreto ed è così colpito dal vedere il figlio che sta bene e dal ricordo della moglie più vivo che mai da decidere di iniziare una nuova vita felice tutti assieme.

Libro Il giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett e orecchini in legno a pettirosso Light Wood Daffodil Bijoux

Perché mi è piaciuto

Scorrevole e piacevole da leggere, questo romanzo dal chiaro intento pedagogico è stato relegato spesso a mero “libro per bambini”, ma ha una forza e una capacità innovativa all’interno davvero imperdibile, anche a molti anni dalla sua uscita: con semplicità sa parlare al cuore di tutti, toccando i punti giusti che forse non sapevamo nemmeno di possedere.

La formazione di Mary passerà diversi stadi, che coincidono con la sua crescita esteriore ma soprattutto interiore. Da bambina chiusa, distaccata dal mondo e scontrosa imparerà attraverso il contatto con la natura ad essere migliore ogni giorno.

La natura e la brughiera emergono come elementi vivi, caratterizzano essi stessi i personaggi, insegnando loro la cura, l’attenzione per se stessi e per gli altri e quindi l’amore.

Personalmente mi ritrovo molto in questa visione della natura come figura materna sostitutiva, capace di accompagnare chiunque verso il raggiungimento di uno scopo, che sia la crescita personale oppure semplicemente la ricerca della felicità.

Fra queste pagine è facile trovare il conforto dell’autrice che, come un’amica, con discrezione sa sussurrarti parole gentili e suggerirti che sì, il pensiero positivo può essere l’unica soluzione a tutto, specialmente quando pensi che non ci sia via d’uscita.

Libro Il giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett e orecchini in legno a roselline Light Wood Daffodil Bijoux

Una citazione

“Padrona Mary, bastian contrario,
come cresce il tuo giardino,
con campanule d’argento, con conchiglie
e con una fioritura di giunghiglie? “

Per acquistare il libro illustrato che vedi nelle mie foto clicca qui.

Se vuoi sapere quali altri libri ho amato in passato puoi seguirmi su Goodreads.
Alla prossima lettura condivisa!

 

Angela

Daffodil Earl Grey: il nuovo tè direttamente da Londra in esclusiva!

Una bustina di tè speciale Daffodil Earl Grey in omaggio con ogni ordine sul sito

Finalmente è successo: dopo molti mesi di prove, idee, ricordi, emozioni, quando proprio sembrava non sarebbe più diventato realtà, ecco che è nato!
Oggi stringo orgogliosissimamente fra le mani le confezioni del MIO tè personalizzato, realizzato su mia indicazione direttamente a Londra.
L’ho sempre sognato così: partire da una base che più british non si può, come l’Earl Grey, e renderlo profumato di natura, libertà ma allo stesso tempo anche della dolcezza tipica dell’ora del tè in Gran Bretagna.

Ho preso contatti con diversi fornitori inglesi, perché volevo arrivasse direttamente dalla patria del tè che ispira così tanto Daffodil e tutto il mio progetto che ci ruota attorno, ma in cuore mio sapevo che sarebbe potuto arrivare solo da un posto: the Tea House.

Tea House London è uno dei miei luoghi del cuore: l’ho visitato nel mio primo viaggio a Londra nel 2012 dopo averlo sognato per molto tempo e da allora per me è speciale.

Iconico negozio di tè e pioniere del settore, Tea House London aprì nel 1982 al n. 15 di Neal Street a Covent Garden, grazie al lavoro instancabile di Christina Smith, rimanendo un iconico negozio indipendente a gestione familiare fino ad oggi, da sempre improntato alla passione vera per il tè inglese.
L’obiettivo era vendere tutte le varietà possibili di tè e infusi di fiori e frutta, oltre a una selezione di teiere e altri articoli utilizzati per il servizio del tè e la sua corretta preparazione.
Il negozio, il packaging e lo stile erano molto più moderni rispetto alle tea houses dei dintorni, che si concentravano all’epoca sullo stile aristocratico dei Palazzi Reali, dei Party in giardino edoardiani e del tè vittoriano del pomeriggio.
Lo stile e la modernità della Tea House rimase la stessa dal 1981 ma i prodotti sono stati sviluppati specialmente nella direzione dei tè verdi e delle bevande salutistiche.
L’Earl Grey e l’English Brekfast sono sempre i più amati e sono due best seller del negozio fin dall’apertura.
Molti dei nuovi prodotti sono senza caffeina o con basso contenuto di caffeina, inclusi i tè verdi e bianchi dal Giappone e dalla Cina, il Roiboos dal Sud Africa e gli infusi di frutta (che non contengono tè nero) e i nuovi blend di erbe come il famoso “Detox”, rendendoli adatti a un consumo anche in presenza di sensibilità verso la caffeina.
La maggior parte dei tè vengono ancora confezionati a mano nel negozio di Covent Garden, assicurando un prodotto finale di altissima qualità.

Vedere dal vivo questo posto colpisce profondamente: il profumo di tè, i tantissimi oggetti, stipati in scaffali semplici ma pieni fino al soffitto di una traboccante passione, teiere da ogni parte del mondo e naturalmente tantissima varietà fra cui scegliere. E’ inutile che vi dica che sono tornata con la valigia piena, vero?

E’ da allora che vorrei riprodurre in un tè tutto ciò che ho sempre amato del mondo inglese e ora finalmente con il loro aiuto l’ho realizzato!
L’esclusivo Daffodil Earl Grey è un blend che trovi soltanto nel nostro negozio, caratterizzato da una base di tè nero Ceylon e China, aromatizzato al bergamotto e al profumo di crema alla vaniglia, bilanciato da purissimi fiori azzurri reali e da teneri e fragranti boccioli di rosa interi, che sono stati il mio primo acquisto qui (n.b. dovete assolutamente provare l’infuso di boccioli di rosa se non lo avete mai fatto!) e il cui profumo mi riporta sempre in Inghilterra.

Daffodil Earl Grey il mio tè personalizzato da Londra

Anche il packaging è stato studiato assieme a The Tea House e riprende i colori di Daffodil, il verde menta e il corallo, con un tocco femminile dato dalle farfalle svolazzanti sui fiori che rimandano a un giardino inglese.

Daffodil Earl Grey packaging

Sulla confezione trovi naturalmente tutti i consigli di quantità e tempistiche d’infusione. Ti confesso che ancora non mi sembra vero, adoro il mio Daffodil Earl Grey ed è perfetto sia caldo che freddo, super profumato e davvero indimenticabile.

Invito alla prova del Daffodil Earl Grey Tea

Vorrei però che anche tu lo assaggiassi: per questo, a partire dal mese di giugno, tutti gli ordini sul mio sito http://www.daffodilbijoux.it verranno completati da un mio regalo per te: una bustina fatta a mano di Daffodil Earl Grey da poter provare a casa tua prima di acquistarlo. Lo regalerò a tutti, non importa quale sia la tua spesa sul sito, perché non c’è un minimo d’ordine, per festeggiare tutti assieme questa bellissima novità!
La bustina la potrai conservare (basta sciacquarla con acqua e lasciarla asciugare bene prima di riporla) e riempire poi tutte le volte che vuoi con il tuo tè sfuso preferito, che spero proprio sarà Daffodil Earl Grey!

Sono felice che ci sia anche tu a questo tea party!

Angela



Le ricette del Daffodil Cottage per l’ora del tè: Fresh Iced Tea

Tè freddo estivo aromatizzato alla menta e fragole

[foto: web]

La ricetta del mese di giugno per il tuo tè delle cinque secondo il ricettario del Daffodil Cottage è moooolto rinfrescante!

Questo mese prepariamo assieme un Fresh Iced Tea, perché visto il caldo non abbiamo proprio voglia di metterci ai fornelli, quindi è ora di un bel tè all’aria aperta!

Per la base io ho scelto il mio Daffodil Earl Greynaturalmente, ma tu puoi usare anche un tè verde oppure un infuso alla frutta, se preferisci una bevanda senza teina: sono entrambi perfetti per questa preparazione estiva.

Sei pronta ad immaginare di essere su un prato sulle rive del Tamigi alla periferia di Londra, mentre ti gusti il tramonto con il tuo cocktail di tè freddo in mano?

blur-brew-close-up-428615

[foto: web]

Ingredienti:

  • tè a piacere (meglio se tè verde o Earl Grey) oppure un infuso di frutta 15 gr
  • 1 lt  di acqua calda
  • 500 gr di fragole fresche
  • il succo e la scorza di un limone bio
  • foglie di menta fresca
  • ghiaccio a piacere
  • zucchero o miele millefiori a piacere

 Il tè delle cinque in estate: l'occasione ideale per una pausa leggera e rinfrescante

[foto: web]

Procedimento:

Per preparare il tè freddo si può utilizzare due diversi procedimenti: a freddo o a caldo. Io preferisco procedere a caldo, perché facendo infondere alcuni tipi di tè a freddo per un periodo lungo (è necessaria una notte di riposo in frigo), la bevanda può assumere un sapore troppo amaro e forte.

Procedi quindi preparando la dose di foglie o bustine indicata sulla confezione, versandoci sopra l’acqua bollente a seconda della quantità di tè freddo che vuoi preparare (le dosi qui sono per circa un litro di tè).

Lascia in infusione le foglie per il tempo indicato oppure a seconda del tipo di tè (se hai dei dubbi puoi scaricare gratis la mia tabella qui, con tutte le tempistiche di infusione dei principali tè in commercio).

Se utilizzi il Daffodil Earl Grey Tea come me, il tempo è di 3-5 min a 100°C.

Se desideri aggiungere zucchero o miele fallo ora, così si scioglierà in modo ottimale.

A questo punto puoi procedere in due modi, dopo aver filtrato le foglie:
– lasciar riposare il tè per tutta la notte in frigo
– se sei di fretta puoi versarlo direttamente sul ghiaccio, ricordandoti che l’aggiunta di quest’ultimo renderà la bevanda meno intensa ma fresca più facilmente.

Una volta ottenuto il tè freddo puoi aggiungere gli altri ingredienti del cocktail: le fragole tagliate a cubetti, pezzi di scorza e il succo di limone e le foglie di menta sminuzzate a mano oppure passate al pestello.

Ecco pronto il tuo tè freddo Fresh Iced Tea!

Come preparare una gustosa bevanda estiva a base di tè

[foto: web]

Consigli:

Puoi abbinare al tuo tè freddo qualunque dolcetto, ma sarebbe perfetta una crostata con curd di fragole fresche, che riprenda l’aroma fruttato e agrumato del dolce. Questo mese non sono riuscita a fotografare la mia (è stata divorata troppo in fretta), ma appena la rifarò pubblicherò tutta la ricetta!
Se non hai voglia di cucinare opta per la marmellata di fragole o di frutta fresca, da spalmare su delle focaccine dolci che puoi acquistare già pronte, sono ottime quelle con il burro!
Per dolcificare naturalmente il tè puoi scegliere il miele millefiori: ricco di proprietà benefiche, ha un gusto fiorito e non troppo coprente, amato anche dai più piccoli.
Se vuoi rendere speciale il tuo pic nic estivo aggiungi una tovaglia a fiori o a quadri e tanta frutta fresca di stagione, sarà un’occasione unica per trascorrere un momento di dolcezza insieme a chi ami.

Buon tè delle cinque!

Angela

Pagine rubate alla notte: “L’abbazia di Northanger” di Jane Austen

Pagine rubate alla notte: recensione libro consigliato del mese

La libreria del Daffodil Cottage – Consigli di lettura speciali per anime romantiche

L’ironia è sempre in voga e anche se ambientata nel passato può farci riflettere sul presente, sulla società che ci circonda e su cosa vorremmo per il nostro mondo.

La storia

Catherine Morland è una diciassettenne ingenua appassionata di lettura, in particolare di romanzi gotici (molto in voga all’epoca di Jane Austen), che non vede l’ora di sentirsi un’eroina. Abita in un villaggio di campagna con la famiglia ma i vicini di casa, gli Allen, la invitano a trascorrere le vacanze a Bath, dove avrà modo di partecipare alla vita di società dell’epoca, fatta di balli, teatri e passeggiate ed intrisa di apparenza e superficialità. In questo modo conosce due famiglie molto diverse: i Thorpe e i Tilney, i cattivi e i buoni, con cui avrà modo di confrontarsi. I Tinley inviteranno infine Catherine all’Abbazia di Northanger. Qui la sua voglia di avventura la porterà a fantasticare fino al punto di immaginare un delitto mai compiuto e a ricercare ovunque in segreto documenti a riprova di ciò, ottenendo sempre solo grosse delusioni.
Ad accompagnare le vicende c’è l’adorazione di Catherine per Henry Tilney, che sfocerà, dopo alcune peripezie, nel matrimonio.

Perché mi è piaciuto

Questo libro è il meno famoso fra i lavori della Austen, ma merita l’occasione di una lettura. Vi si trova già l’arguzia e lo stile pungente della scrittrice, caratteristico dei lavori successivi come Orgoglio e Pregiudizio, ma in un romanzo meno strutturato e fortemente ironico fin dal principio, che lo rendono molto scorrevole, chiaramente una parodia dei romanzi sentimentali ma anche dei romanzi gotici, molto diffusi all’epoca.

Catherine è un personaggio semplice, che ricorda tutti noi sognatori, a cui spesso viene detto: “Lo sai di non vivere in un romanzo, vero?” (ma in realtà a noi piacerebbe molto che fosse così).

Sempre alla ricerca di un’avventura, Catherine cerca le storie in tutto, sognando spesso ad occhi aperti e costruendosi dei veri e propri “film mentali”, che poi si scontrano con la realtà dei fatti lasciandola delusa, ma non per questo facendo diminuire la sua voglia di crederci ancora.

Jane Austen ci sta così mostrando anche l’importanza delle storie per dare un senso a tutto ciò che ci circonda e come leggere per piacere sia un’occupazione positiva ed istruttiva, nonostante le resistenze di molti a riguardo (oggi come allora).
In pratica, questo libro è una dichiarazione d’amore, oltre che una parodia, verso i romanzi. Come non amarlo?

Una citazione

“The person, be it gentleman or lady, who has not pleasure in a good novel, must be intolerably stupid.” —Henry Tilney, Northanger Abbey

Per acquistare il libro clicca qui.

Se vuoi sapere quali altri libri ho amato in passato puoi seguirmi su Goodreads.
Alla prossima lettura condivisa!

 

Angela

Le ricette del Daffodil Cottage per l’ora del tè: Earl Grey Chiffon Cake

Earl Grey Chiffon Cake

La ricetta del mese di maggio per il tuo tè delle cinque secondo il ricettario del Daffodil Cottage è dedicata alla persona più speciale: la mamma!

Questo mese prepariamo assieme una Earl Grey Chiffon Cake, la torta più morbida che tu abbia mai gustato!

Dal delicatissimo profumo di tè Earl Grey, questa soffice torta può essere aromatizzata anche con altri tipi di tè, come il tè verde o bianco, o semplicemente alla vaniglia o un agrume (limone o arancia), secondo le proprie preferenze o quelle della mamma a cui vorrete donarla.

Sarà un tè delle cinque davvero speciale questo mese, quindi prepara il tuo servizio da tea più romantico e un bel mazzo di fiori come centrotavola!

Questa torta di origine americana è molto amata anche in Inghilterra, grazie alla sua capacità di assorbimento della bevanda british per eccellenza e alla sua semplicissima preparazione.

Non contiene burro né latte, risultando anche molto leggera da digerire!

Earl Grey Chiffon Cake

Ingredienti:

  • 5 + 3 gr di tè Earl Grey in polvere
  • 90 ml di acqua calda
  • 3 uova grandi
  • 85 gr di zucchero
  • 40 ml di olio di semi
  • 75 gr di farina per dolci (70 gr di farina 00 + 5 gr di amido di mais)
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • una bustina di cremor tartaro
  • aroma al bergamotto a piacere

 Earl Grey Chiffon Cake

Procedimento:

Preriscalda il forno a 170° C (statico).
Inizia macinando con un macina caffè oppure in un mortaio i 5 gr di tè Earl Grey in foglie, fino ad ottenere una polvere finissima.

Con i rimanenti 3 gr di tè Earl grey e l’acqua bollente prepara un tè in una tazza, lasciando in infusione a lungo le foglie, per ottenere un tè intenso. Attendi che si raffreddi e usane soltanto 60 ml.

Dividi i tuorli dagli albumi delle tre uova, aggiungi ai tuorli 1/3 dello zucchero in una scodella, montandoli assieme all’olio vegetale e al tè che si è raffreddato e a quello in polvere.

Aggiungi un po’ alla volta la farina, il lievito e il cremor tartaro, setacciandoli per evitare grumi e continuando a mescolare fino a ottenere un composto liscio ed omogeneo.

Puoi aggiungere se lo desideri dell’aroma di bergamotto o fiori d’arancio, per aumentare il naturale profumo del tè.

In un contenitore ben pulito non in plastica, monta i bianchi d’uovo a neve: questo passaggio è fondamentale per la riuscita di una chiffon cake morbidissima!
Inizia a velocità media, finchè gli albumi diventano spumosi, opachi e ricchi di bolle. Aggiungi 1/3 dello zucchero che era rimasto dal passaggio precedente e continua a montare con le fruste elettriche. Dopo circa 30 secondi, aumenta la velocità al massimo e aggiungi gradualmente lo zucchero restante.
Gli albumi saranno montati perfettamente dopo circa 2/3 minuti dal momento in cui avrai aumentato la velocità al massimo.
Puoi capire quando sono pronti dalle “punte” che formano, che resteranno ben ferme, senza piegarsi.
Non montare troppo gli albumi per evitare che si smontino irrimediabilmente.

Con una spatola unisci gradualmente gli albumi montati a neve al resto del composto, amalgamando bene il tutto con molta delicatezza dal basso verso l’alto.

Versa il composto in uno stampo per chiffon cake o per ciambella grande, in modo che abbia spazio per crescere. Non ungere o infarinare lo stampo: la torta deve attaccarsi alle pareti dello stampo per crescere.

Batti alcune volte lo stampo e passa uno stecchino nel composto per evitare la formazione di spazi vuoti nel dolce.

Cuoci in forno per 30-35 minuti, facendo la prova dello stecchino o provando a premere la superficie della torta (deve fare un effetto materasso, morbido ma che ritorna indietro).

Lascia raffreddare la torta all’interno dello stampo, a testa in giù: puoi aiutarti infilando il foro centrale dello stampo nel collo di una bottiglia, per tenerla sospesa, oppure una griglia.

A raffreddamento ultimato, se la torta non si è staccata da sola dallo stampo con la forza di gravità, puoi passare pian piano una spatola lungo i bordi per estrarla.

Spolvera con lo zucchero a velo e servila!

Earl Grey Chiffon Cake

Consigli:

Il tè in abbinamento che ti suggerisco per questo mese è ovviamente un tè nero Earl Grey, il mio preferito.
Ne trovi di tutti i tipi, scegli una varietà molto profumata, meglio se in foglia libera anziché in bustine. Io acquisto il mio preferito direttamente a Londra da un fornitore storico, se vuoi lo possiamo acquistare assieme!
Ti consiglio l’abbinamento esclusivamente con questo tè, perché è l’unico in grado di esaltare al massimo il sapore della torta, essendo anche contenuto al suo interno in ben due forme diverse.

Buon tè delle cinque!

Angela