La pietra del mese di luglio: il rubino

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La pietra per i nati nel mese di luglio è: il rubino.

La storia

Il rubino è la più rara e la più preziosa fra le gemme. Ancora oggi i rubini vengono raccolti nei fiumi ed estratti a mano dai minerali. Appena estratti sembrano normalissime pietre, ma dopo il taglio e la lucidatura rivelano il loro colore intenso e l’estrema lucentezza, che varia al variare della luce.

Il nome “rubino” deriva dalla parola latina per rosso, ruber.

E’ una delle quattro pietre preziose assieme al diamante, allo zaffiro e allo smeraldo.

Fin dall’antichità i rubini sono stati utilizzati negli abiti sacri oppure come decorazione di armi da guerra.

Il rubino è considerata la pietra dei nobili.

In alcune culture antiche i rubini venivano utilizzati anche per predire il futuro.

Gli effetti

Il rubino porta libertà, passione e vitalità. Possiede infatti le virtù di Camelot della devozione, amore, forza, determinazione e leadership, rendendola la pietra perfetta per i cuori nobili.

Può essere d’aiuto nel contrastare la lunaticità tipica dei cancro. Indossando un rubino infatti, si può sconfiggere le tempeste emozionali a tutti i livelli, con l’amore e la forza che infonde la pietra.

Si ritiene che i rubini aiutino l’amore, la saluta, la sapienza e la ricchezza.

Si utilizzano per aumentare l’energia e la concentrazione, la creativitià, la fedeltà, l’onore e la compassione.

I rubini sono considerati anche talismani per proteggere la casa, i possedimenti e la famiglia.

Si ritiene che i rubini stimolino il cuore e portino saggezza spirituale, mentre proteggono dagli attacchi fisici.

Solitamente si regala un rubino in occasione del 40simo anniversario di nozze. 

Le varianti e gli abbinamenti

Il rubino deve la sua colorazione al cromo. Il rosso del rubino è l’unica varietà di colore che non si trova nello zaffiro (della stessa specie). Anche i luoghi di ritrovamento sono simili a quelli dello zaffiro: Sud-est asiatico, Africa dell’Est e del Sud, Medio Oriente, Australia e Cina.

La luminosità dei rubini è comparabile a quella dei diamanti, con in più la caratteristica di cambiare il colore a seconda delle diverse angolazioni a cui lo si guarda.

Esiste una variante in zoisite dal colore verde con piccole inclusioni rosa e rosse, oppure in kyanite, dal colore rosso rosato con sfumature verdi e color petrolio.

E’ possibile trovare anche rubini trattati con tintura naturale vegetale o organica o con il calore, specialmente nelle varianti meno pregiate, per aumentarne il colore e la trasparenza.

Per la pulizia dei rubini si consigli acqua a temperatura ambiente, con poco sapone e un pennello morbido, seguito da accurato risciacquo e asciugatura.

E’ possibile pulire i rubini con il vapore o con gli ultrasuoni, ma non portarli ad ebollizione.

Nemici principali: l’acido borico o il succo di limone.

I rubini possono essere montati con colori analoghi come il marrone (pietra del sole), l’arancio (corniola) e il viola (ametiste).

Risultano molto belli a contrasto con il verde (smeraldi), il giallo-verde (peridoto), e il blu-verde (fluorite), con cui creano giochi cromatici intriganti e sofisticati.

Se conosci qualcuno nato a luglio ricordati che il rubino è la pietra giusta per lui/lei!

 

Angela

 

 

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